A Milano la colonnina di mercurio schizza alle stelle come se fosse luglio. Mentre a Roma, a Foggia e a Bari, come nel resto del Sud Italia, le piogge torrenziali provocano alluvioni, allagamenti e danni a monumenti. Meteo pazzo e imprevedibile? Sembrerebbe di no, in futuro infatti i meteorologi dovrebbero riuscire a fare delle previoni più ampie per eventi ad alto impatto evitando i danni derivati dal maltempo.

L'estate è quasi finita e il meteo sembra aver sconvolto e danneggiato l'Italia. A Roma i mosaici del Foro Italico sono stati interamente coperti dall’acqua caduta durante il violento nubifragio che nel weekend si è abbattuto sulla capitale. Basti pensare che chi si trovava a passare da quelle parti aveva la sensazione di passeggiare intorno ad una vera e propria piscina.

In Lombardia, a Milano in special modo, il caldo si è fatto sentire come se fosse piena estate e facendo prevedere un inizio d'autunno fuori della norma con temperature da record come mai erano state registrate nell'ultimo secolo. Un'afa prolungata che ha portato a una vera e propria invasione di zanzare. Da giorni si calcolano cinque gradi al di sopra delle medie che faranno boccheggiare fino a metà settimana, quando il maltempo, secondo gli esperti, farà invece precipitare i termometri anche di otto gradi proprio come è già accaduto nel centro-sud. Dove dal punto di vista insetti non si starà meglio rispetto al Nord. L'umidità anche al Sud non ostacolerà infatti la diffusione delle zanzare che turberanno la tranquilllità quotidiana e notturna degli italiani.

Proprio così. Mentre la Protezione Civile prevede altri temporali al Sud, nel versante Ionico in particolare, in Puglia, specie nel Salento, si contano i danni del maltempo dei giorni passati, tanto che è stato proposto alla Regione di chiedere lo stato di calamità per quelle vere e proprie bombe d’acqua che hanno duramente colpito la zona. In pericolo anche la vendemmia a causa dei campi allagati con vigne atterrate e coltivazioni di ortaggi pronti per la raccolta distrutti dalla furia dell’acqua.

Ma se così è stato fino ad oggi in futuro le cose dovrebbero essere più facili. Almeno dal punto di vista previsioni. Il Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine (CEPMMT, l'organizzazione intergovernativa indipendente che offre servizi e dati necessari ai servizi meteorologici nazionali dei suoi 34 Stati Membri e Stati Cooperanti fondata nel 1975) è impegnato infatti ad estendere gli indici probabilistici per le previsioni di eventi meteorologici di alto impatto di 3-6 giorni nel corso del prossimo decennio.

Come dire che entro il 2025 si potranno prevedere eventi meteorologici ad alto impatto come la tempesta di vento Tor che ha colpito l’Europa nord-occidentale a gennaio del 2016 con un anticipo medio di 10 giorni o anche fino a due settimane prima. Allo stesso modo sarà possibile prevedere con un anticipo medio di tre settimane o anche fino a quattro settimane in certi casi gli andamenti su scala maggiore, come ad esempio l’ondata di caldo che ha colpito l’Europa l'estate scorsa. Mentre le anomalie su scala globale verranno previste con una anticipo fino a un anno.

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