Cronaca

Maturità 2018: le tracce della prima prova, tra storia e politica

Leggi razziali, uguaglianza e cooperazione internazionale tra gli spunti proposti dal Miur per il mezzo milione di maturandi del '99

Maturità 2018: al via la prima prova scritta

Barbara Massaro

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Mai come quest'anno le tracce della prima prova scritta della maturità hanno una stretta connessione con i fatti di politica e attualità nostrana.

E così nel mese della crisi Aquarius, della proposta di censimento dei rom e della generale discussione sui diritti degli esseri umani (con lo scandalo dei bambini separati dai genitori sulla frontiera tra Usa e Messico) il Miur ha messo a punto una serie di spunti di riflessione interessanti per i 509.307 studenti chiamati a superare l'esame di Stato.

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Persino l'analisi del testo è fortemente legata a temi che connettono il 2018 al 1938. Sono, infatti, passati esattamente 80 anni dalla promulgazione delle leggi razziali di Mussolini e i maturandi si sono trovati a dover analizzare un brano di prosa (come ampiamente previsto dato che nel 2017 era uscito un testo poetico) tratto da I Giardini dei Finzi Contini di Giorgio Bassani. Si tratta di un romanzo ispirato alla storia vera di Silvio Magrini, presidente della comunità ebraica di Ferrara dal 1930, e della sua famiglia.

Racconta - così recita il libro - "Gli orrori della persecuzione fascista e razzista, la crudeltà della storia, l'incantesimo dell'infanzia e la felicità del sogno".

Il brano proposto riguarda la cacciata del protagonista dalla biblioteca pubblica della città dopo l'entrata in vigore delle leggi fascistissime.

Proprio queste leggi sono state citate negli ultimi giorni da parte della stampa nazionale che ha tracciato una linea rossa tra il precedente novecentesco del censimento degi ebrei e la recentissima proposta del Viminale di censire gli uomini e le donne di etnia rom presenti in Italia.

La Costituzione e la parità dei diritti

Il tema dell'uguaglianza e della parità dei diritti (anche questo di strettissima attualità) è il protagonista anche della traccia di carattere generale che chiede agli esaminandi, nel settantesimo anniversario della Costituzione italiana di analizzare l'articolo III della nostra carta, quello che sancisce: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali".

Anche i 70 anni dalla Costituzione erano stati previsti dal toto tracce delle scorse settimane, così come il sequestro Moro. Il Presidente della DC, però, è stato citato per il suo contributo politico (insieme a De Gasperi) allo scottante tema della cooperazione internazionale di cui è stato chiesto di parlare nel tema storico.

Alda Merini e la solitudine dell'artista

Alda Merini e la solitudine nell'arte (con riferimenti a Pirandello, Munch, Quasimodo, Petrarca, ma anche Hopper e Dickinson) sono stati i protagonisti della traccia artistico letteraria.

Ancora politica per il saggio breve con un'analisi dei rischi del populismo per il tema su masse e propaganda (con brani di Giulio Chiodi e Andrea Baravelli); il dibattito sulla clonazione e la creatività come risultato della dote umana dell'immaginazione.

Perché tanta politica?

L'idea che il Miur abbia proposto tracce così profondamente politicizzate e così in aperta opposizione alle linee guida che la nuova maggioranza parlamentare sta mettendo a punto potrebbe stupire.

In realtà il motivo è presto spiegato. Le tracce, infatti, sono state sigillate dal vecchio esecutivo e in calce hanno la firma dell'e Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli che è riuscita a lasciare la sua impronta nella prova d'esame dei ragazzi del '99.

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