Usa-Vaticano: scontro sui matrimoni gay

Vaticano irritato per la sentenza della Corte Suprema e l’esultanza di Obama

Due omosessuali festeggiano baciandosi, davanti alla Corte Suprema di Washington (Credits: EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Ignazio Ingrao

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Più della sentenza della Corte Suprema Usa, favorevole alle nozze gay, ciò che in queste ore irrita maggiormente i sacri palazzi, sono stati i commenti e l’esultanza del presidente Barack Obama che, si dice, “non tiene in alcun conto i sentimenti diversi e le opinioni di una parte consistente della popolazione Usa che è contraria ai matrimoni omosessuali”. La Conferenza episcopale statunitense parla addirittura di “giorno tragico per la Nazione”. E in Vaticano non si nasconde la delusione anche se questo esito del giudizio era stato messo in conto.

Così tornano a raffreddarsi di nuovo i rapporti tra le due “superpotenze”, quella spirituale guidata dal Papa, e quella politica, economica e militare guidata dal presidente Obama. Per ironia della sorte, nei giorni scorsi si parlava invece di un rinnovato “appeasement” tra Santa sede e Usa a seguito della scelta compiuta da Obama, dopo molte settimane di attesa, del nuovo ambasciatore in Vaticano. Si tratta di un cattolico molto vicino alla Conferenza episcopale: Ken Hackett, ex presidente del Catholic Relief Service, la Caritas statunitense.

Si attende solo il voto del Senato americano su questa nomina, ma la Santa sede ha già dato un assenso preventivo. Le credenziali saranno presentate probabilmente subito dopo l’estate. Dopo lo strappo sulle nozze gay, il futuro ambasciatore avrà molto da lavorare per migliorare i rapporti con il Papa e la Curia.

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