Maroni condannato: le cose da sapere

L'ex governatore, assolto dal reato di induzione indebita, è stato condannato a un anno per turbata libertà del contraente nell'ambito di Expo 2015

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Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, maggio 2017. – Credits: Ada Masella

Maurizio Tortorella

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Si era ventilato che le sue dimissioni e la mancata ricandidatura alla regione Lombardia, alcuni mesi fa, avessero tra i possibili motivi la “paura” per il processo sul famoso viaggio a Tokyo. Ma se davvero fosse stato così (però non così pare), Roberto Maroni avrebbe fatto proprio male a dimettersi.

I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano, infatti, hanno condannato l'ex governatore lombardo a un anno di carcere. Maroni, però, stato riconosciuto colpevole esclusivamente di uno solo – il minore - dei due reati che gli venivano contestati: e cioè la turbata libertà del contraente per l'affidamento di un incarico all’interno di Expo 2015 alla sua collaboratrice Mara Carluccio. Maroni è stato invece assolto dal reato di induzione indebita: questo vuol dire che non ha esercitato pressioni illecite per far partecipare a una missione a Tokyo un'altra sua ex collaboratrice, Mariagrazia Paturzo, cui secondo gli inquirenti sarebbe stato legato da una "relazione affettiva".

"Maroni esce molto sollevato da questa sentenza” ha dichiarato dopo la sentenza Domenico Aiello, l’avvocato dell’ex governatore “perché tenevamo particolarmente alla dichiarazione di innocenza relativa al viaggio a Tokyo”. Il legale si dice molto ottimista anche sull’esito del procedimento in secondo grado: “Non c'è una virgola che possa provare la responsabilità di Maroni e di Giacomo Ciriello (all'epoca dei fatti capo della segreteria dell'ex presidente, ndr) sull'affidamento di un incarico a Carluccio; non c’è nessuna intercettazione tra Maroni e chi si è occupato della procedura”.

Con la sentenza, i giudici hanno inflitto un anno di carcere anche a Ciriello; mentre dieci mesi e venti giorni sono andati ad Andrea Gibelli, ex segretario generale della Regione, e sei mesi e 200 euro di multa a Mara Carluccio, l'ex collaboratrice dell'esponente leghista. Le motivazioni del verdetto saranno rese note tra 90 giorni.

Per Maroni la condanna prevede anche l’interdizione (peraltro sospesa) dai pubblici uffici per un anno: la sanzione diventerebbe esecutiva soltanto se la pena dovesse diventare definitiva in Cassazione.

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