La mamma di Loris, assassina e crudele

È il profilo descritto nel decreto di fermo di Veronica Panarello. E intanto il popolo ha già emesso la sua sentenza: "Assassina"

Loris-mamma

Veronica Panarello esce dalla Questura di Ragusa, per essere condotta nel carcere di Catania in stato di fermo per l'omicidio del figlio, Andrea Loris Stival, il 9 dicembre 2014 – Credits: ANSA/ MARCO COSTANTINO

Redazione

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Veronica Panarello avrebbe provocato la morte di Loris per soffocamento "aggredendolo mediante azione di strangolamento portata con l'uso di una fascetta stringicavo in plastica". È quanto scrivono i pm di Ragusa nel decreto di fermo - di cui l'ANSA ha preso visione e che vi proponiamo - contestando alla donna l'aggravante della crudeltà e del legame di parentela. La donna si è "resa responsabile dell'omicidio del proprio figliolo, con modalità di elevata efferatezza e sorprendente cinismo".

Di più: l'auto della madre Loris, "a oltre 200 metri da questo ultimo impianto di carburante" (il distributore Erg, ndr), "svoltava a destra immettendosi nella strada poderale che conduce al Mulino Vecchio", dove è stato trovato il piccolo.

Le dichiarazioni della donna, dunque, "confliggono palesemente con le risultanze delle registrazioni degli impianti di video sorveglianza installati lungo l'effettivo percorso seguito dalla Panarello proprio
quella mattina".

Dunque, la donna sarebbe un'assassina e anche crudele. Così la descrivono i pm che l'hanno interrogata per tutta la giornata nella questura di Ragusa da dove l'hanno poi trasferita nella casa circondariale di Piazza Lanza con la misura restrittiva della detenzione. "Assassina", "Vergogna" le ha urlato la gente prima dell'ingresso nella casa circondariale. Mentre i detenuti, dall'interno, gridavano: "Assassina, assassina, devi morire!". Il popolo ha già emesso la sua sentenza.

 

L'interrogatorio e i video

Quella della procura di Ragusa, affidata a polizia e carabinieri, è stata "un'indagine leggermente frettolosa" ha dichiarato il legale di Veronica Panarello, l'avvocato Francesco Villardita, dopo l'interrogatorio della sua assistita. "Sono certo - ha aggiunto - che alla fine si potrà giungere alla verità. "Non abbiamo parlato di fascette, assolutamente. Si è parlato soltanto ed esclusivamente di
filmati. La "prima donna" di questa vicenda sono i video di sorveglianza, il "grande fratello".

"Serena per l'inchiesta ma distrutta dal punto di vista umano: le manca suo figlio e anche la sua famiglia... Ma chi ha detto che Loris è tornato a casa? Da quel filmato visionato con la mia assistita non si riconosce nessuno. E abbiamo anche prove testimoniali che dimostrano che il bambino è stato accompagnato a scuola", ha aggiunto Villardita.


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Io collaboro, collaboro... ma non ho ucciso mio figlio Veronica Panarello

"Veronica Panarello ha ribadito la sua versione fornita il 29 novembre scorso sulla scomparsa del figlio, confermando fino in fondo la sua ricostruzione... È stato un interrogatorio lungo - ha aggiunto - al quale la mia cliente ha risposto punto su punto, rimanendo ferma sulle sue posizioni: lei è innocente e ha confermato di aver portato il bambino a scuola e di essere andata poi a Donnafugata"

Il pianto

Al termine dell'interrogatorio in questura la madre di Loris, secondo quanto si apprende, è scoppiata a piangere ribadendo di non aver alcuna responsabilità nella morte del figlio. "Io collaboro, collaboro - ha detto - ma non ho ucciso mio figlio"

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Il profilo psicologico di Veronica, mamma di Loris

La donna potrebbe essere vittima di un trauma complesso che la renderebbe incapace di elaborare un gesto estremo come l'omicidio di un figlio

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