Cronaca

Maltempo a Genova: i danni all'agricoltura

Stimati da Coldiretti in 30 milioni di euro. A rischio per una frana imminente la produzione di basilico Dop di Genova Prà necessaria per il noto pesto

Maltempo Liguria: ponente Genova, in un'ora 103 mm di pioggia

Polizia e vigili del fuoco nell'area del torrente Cerusa, esondato per l'abbondante pioggia caduta nel ponente genovese, 15 novembre 2014. ANSA / LUCA ZENNARO

Gli agricoltori liguri contano i 
danni alle colture provocati dalle alluvioni che hanno colpito
 nelle ultime settimane tutto il territorio, li stimano in circa 
30 milioni e scoprono che gli smottamenti hanno colpito anche 
produzioni tipiche come il basilico Dop di Genova Pra'.


L'intero versante di una collina sta infatti franando non
 lontano dall'autostrada A10 tra Genova Voltri e Genova Pegli 
(chiusa di notte per consolidare lo smottamento) e sta mettendo 
a rischio il prezioso basilico indispensabile per produrre il
 famoso pesto ligure.


 


Per Coldiretti i danni salgono ad almeno 30 milioni di
 euro perchè nel conto ci sono "frane e smottamenti, strade poderali
 cancellate, muretti a secco crollati, terreni allagati, serre
 distrutte, coltivazioni perdute, dagli ortaggi alle piante
 aromatiche in vaso, dalle margherite fino al basilico, ma in
 pericolo ci sono anche pregiati vigneti".
 Coldiretti, ma anche la Cia, chiedono di verificare se
 esistono le condizioni per dichiarare lo stato di calamità.
 Solo 2 milioni servono per mettere in sicurezza la collina 
del basilico a Pra' dice Coldiretti.


Nel genovese trombe d'aria hanno "distrutto un magazzino
 agricolo, scoperchiata una stalla e divelto un tunnel per la
 produzione di ortaggi. Numerose frane hanno interrotto la
 viabilità, isolando interi nuclei familiari. In Valle Stura si è dovuto intervenire con l'elicottero per approvvigionare gli
 animali delle fattorie". Nel Tigullio l'esondazione del torrente
 Rupinaro, del rio Campodonico e dell'Entella ha provocato 
ingenti danni ad aziende floricole e orticole di pregio. Su 
tutto il territorio si contano "centinaia di crolli di muretti a
 secco e ciglioni: smottamenti che hanno interessato aziende
 olivicole, orticole e agriturismi" dice ancora Coldiretti. Nella provincia di Savona, dove l'area più colpita è l'Albenganese, 
"si contano perdite per 15-18 milioni di euro".

Ci sono
"strutture produttive florovivaistiche finite sott'acqua e
 milioni di piante in vaso trascinate via ma anche frane,
 smottamenti, allagamenti di imprese ed abitazioni". L'area più 
colpita alla Spezia è quella di Ortonovo, Castelnuovo Magra e
 Sarzana con danni soprattutto alle aziende vitivinicole e
 orticole ma si registrano anche problemi a strade e canali che
 comportano ulteriori disagi. A Imperia "danni diffusi in tutta 
la provincia dovuti a frane e smottamenti di strade e vie di
 comunicazione. Ingenti danni a muri di sostegno delle fasce
 olivicole, muretti a secco divelti, infiltrazioni e allagamenti 
fangosi nelle serre floricole sanremesi e ventimigliesi: qui si segnalano anche crolli di pergolati che coprivano coltivazioni
 di ruscus (simile al pungitopo). Sono marcite intere produzioni
 floricole, in particolare di ranuncolo e di anemoni".

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