Mafia capitale nei bar della Rai

Giuseppe Ietto faceva affari con otto bar romani: oltre 2 milioni di fatturato finiti ora nelle indagini della magistratura

Rai

Una sede Rai – Credits: ANSA/ FABIO CAMPANA

Antonella Piperno

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Faceva parecchi soldi anche con i bar delle otto sedi Rai romane la Unibar che fa capo a Giuseppe Ietto, l'imprenditore finito in carcere con l’inchiesta Mafia capitale, assopigliatutto dei pasti nei centri gestiti dalla galassia di cooperativa di Salvatore Buzzi. Il fatturato 2013 nei punti bar di viale Mazzini, circolo Rai di Tor di Quinto, via Asiago, Auditorium, Saxa Rubra, Teulada, Dear e Salario ammonta a 2 milioni e 343 mila euro. Sono i dati comunicati dagli attuali gestori e pubblicati dalla Rai, sul suo sito, nel bando di gara per il nuovo appalto per la gestione unitaria di bar e mense in tutta Italia, che supererà l’attuale frammentazione liberandosi pure dalla grana Unibar. Scaduto il 3 ottobre, il bando era stato pubblicato il 24 luglio, epoca precedente quindi all’inchiesta Mafia capitale: il valore dell'appalto totale per cinque anni in tutte le sedi italiane è di 52 milioni di euro.

Intanto la contabilità dei bar Rai gestiti da Unibar (entrata in Rai oltre 10 anni fa quando la forma giuridica della tv pubblica non la obbligava ancora alla gara d’appalto), ancora regolamente aperti, è stata affidata dalla magistratura a un commissario. Il blitz della finanza proprio il 5 dicembre, giorno di stipendi, ha bloccato però il pagamento degli emolumenti e i 60 dipendenti (che verranno riassorbiti dai vincitori dell'appalto) sono per ora a bocca asciutta.


 

 

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