Loris, le fascette sequestrate alla madre compatibili con quella che ha ucciso

Gli ultimi sviluppi delle indagini sul bambino di Santa Croce Camerina

Bimbo ucciso: sopralluogo nell'area del ritrovamento del corpo

Il dirigente della seconda sezione dello Sco Vincenzo Nicolì (D) durante un sopralluogo nella zona in cui è stato trovato il corpo di Loris, il bambino ucciso nel Ragusano, Santa Croce Camerina (Ragusa), 4 dicembre 2014. ANSA/ CIRO FUSCO

Giorgio Sturlese Tosi

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Aggiornamento venerdì 6 dicembre, ore 13,05

I primi accertamenti effettuati dalla Scientifica e dal medico legale farebbero ritenere le fascette di plastica compatibili con i segni trovati sul collo di Loris. Il responso però non è ancora definitivo perché esami sono in corso per avere un esito certo e definitivo. Le fascette di plastica, secondo quanto confermato anche dal dirigente scolastico della Falcone-Borsellino Giovanna Campo, sarebbero state consegnate alle due maestre del piccolo nel pomeriggio di lunedì scorso, quando si sono recate a trovarla a casa per farle le condoglianze. Secondo questa ricostruzione, le insegnanti si sarebbero sorprese perché non avevano richiesto mai l'utilizzo di fascette di plastica per esperimenti scolastici, ritenendole pericolose. Per questo hanno successivamente informato gli investigatori, consegnando loro tutto il materiale che avevano ricevuto dalla mamma di Loris.(ANSA).

Aggiornamento (Giovedì 5 dicembre, ore 13,39)

È stato ucciso per strangolamento con una fascetta elettrica Loris Stival, il bambino di otto anni il cui corpo è stato trovato il 29 novembre scorso in un canalone di Santa Croce Camerina. Sarebbe questa la causa, secondo quanto si apprende, della morte del bambino per "asfissia da strangolamento" citata dalla Procura di Ragusa. Dagli esami autoptici il bambino presenta dei graffi al collo e al viso che, secondo quanto si apprende da più fonti, sarebbero stati causati dal laccio utilizzato per strangolarlo. Il bambino, al momento del ritrovamento, indossava tutti gli abiti che aveva quella mattina, compreso il grembiule di scuola, e gli unici elementi che mancavano erano gli slip e lo zaino, che non sono ancora stati trovati. (ANSA). 


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Mercoledì 3 dicembre

Il cerchio delle indagini sulla morte del piccolo Loris Stival si stringe intorno al suo ambiente domestico. E sotto pressione, ieri. sono finiti i genitori.

Alle 16.35, gli investigatori della Squadra mobile di Ragusa e dello Sco della Polizia sono entrati, in folto gruppo, nell'abitazione della famiglia Stival. All'interno, la madre Veronica Panarello, il padre Davide Stival, e altri familiari che hanno inveito contro i cronisti in strada e hanno lanciato dalla finestra un barattolo di vetro che si è schiantato a pochi centimetri dall'auto della Polizia scientifica, il cui personale stava riprendendo con telecamere gli eventi.

 


Le domande ai genitori

Poco prima delle 17, il dirigente della Squadra mobile, Nino Ciavola, è uscito dal retro della loro abitazione sostenendo la madre per le braccia. Il corteo di auto degli investigatori, con a bordo la madre e il padre di Loris, ha raggiunto il luogo del  ritrovamento del corpo del bambino, al Mulino Vecchio, dove i genitori hanno deposto dei fiori. Poi di nuovo in auto, fino alla questura. Dove gli Stival sono rimasti fino alle 22.10, per poi essere riaccompagnati a casa.

Massimo riserbo degli inquirenti sulle domande poste ai genitori di Loris, che, secondo indiscrezioni, dovrebbero aver riguardato i conoscenti, gli amici e alcuni parenti della vittima. La madre, in particolare, sarebbe stata nuovamente ascoltata come persona informata dei fatti, sui suoi movimenti di quel maledetto sabato mattina.

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Il silenzio del paese

Intanto, per tutta la giornata di ieri, lungo le strade del paese di Santa Croce Camerina, poliziotti e carabinieri hanno battuto palmo a palmo negozi e abitazioni in cerca di informazioni utili alle indagini, chiedendo anche le registrazioni delle telecamere di sicurezza private. A quanto pare però nessuno sarebbe stato in grado di fornire indicazioni su chi possa aver rapito il piccolo Loris.  Non a caso il procuratore di Ragusa, Carmelo Petralia, in mattinata, aveva dichiarato che "con stupore dobbiamo registrare che non sia arrivata nessuna segnalazione dalla popolazione di Santa Croce Camerina". "Non si tratta di omertà, se i cittadini non parlano è perché non hanno informazioni da dare",  ha poi replicato il sindaco Francesca Iurato.

Gli accertamenti della scientifica

Gli inquirenti hanno quindi rinnovato l'appello affinché chi sa parli. Irraggiungibile invece è stato per tutto il giorno Orazio Fidone, il cacciatore che aveva trovato Loris e che lunedì era stato trattenuto in questura fino a notte fonda. L'uomo è stato iscritto nel registro degli indagati perché gli inquirenti possano procedere ad accertamenti irripetibili, anche sulla sua auto. Accertamenti che vengono condotti dalla Polizia scientifica pure sui filmati delle numerose telecamere di sorveglianza disseminate per il paese, fino ad oggi inutili per le indagini, come se Loris fosse stato condotto a  quel canneto da un fantasma.

Sempre la Polizia scientifica ieri ha effettuato un ulteriore ispezione nel canale dove è stato trovato il bimbo senza vita e nei campi circostanti. La polizia infatti vuole ritrovare la cartella blu di Loris, nella speranza di trovare tracce che portino all'assassino.

 

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