Chi sono e come si addestrano i convertiti italiani che combattono in Siria

Dopo il caso del genovese Giuliano Delnevo: in Italia si sta diffondendo il terrorismo individuale, ancora più pericoloso perché fuori controllo

Il terrorismo islamico che fa paura all'Italia

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Nadia Francalacci

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“Bismillah”. Nel nome di Dio. Le sue prediche sul web iniziavano tutte con quella parola, 'bismillah'. Così come le letture coraniche in un arabo corretto pronunciate in video con la tradizionale barba lunga, proprio come detta la Scrittura, il Corano.

Giuliano Ibrahim Delnevo, genovese aveva 24 anni ed è morto in Siria durante un conflitto a fuoco al fianco dei ribelli contro il governo di Bashar al-Assad. Si era convertito all’Islam e aveva imparato l’arabo. Che parlava molto bene. Addirittura impartiva lezioni via web, leggeva sure del Corano, malediva in nome di Allah chiunque dileggiasse l'Islam e il Profeta; omaggiava Bin Laden, parlava delle invasioni in Afghanistan e in Somalia da parte dei kafir, i miscredenti.

Attraverso Facebook non nascondeva al mondo chi erano i suoi punti di riferimento del fondamentalismo islamico: Abd Allah Yusuf al-Azzam, il fondamentalista al quale si ispiro' Osama Bin Laden e al quale al Qaeda ha intitolato alcuni suoi gruppi militanti e Sayd Qutb, considerato il padre del fondamentalismo islamico.

Come lui, sarebbero cinquanta, le persone partite dall'Italia per unirsi ai ribelli in Siria. Ma Delnevo era anche da tempo iscritto, con altre cinque persone, nel registro degli indagati dalla Procura distrettuale di Genova per arruolamento e addestramento con finalità terroristiche.

Panorama.it ha intervistato un agente dell'intelligence del Ministero della Difesa, esperto di terrorismo internazionale, che ha chiesto di rimanere anonimo.

Delnevo, non è stato il solo a partire per la Siria. E’ in crescita il numero di soggetti italiani che dopo essersi convertiti all’Islam, “simpatizzano” con gruppi di estremisti presenti sul territorio. Che cosa sta accadendo in Italia? E’ una nuova forma di terrorismo? E se sì, come viene classificata?
Stiamo assistendo all’espandersi di un terrorismo individuale e cioè “terrorismo senza struttura”. Alcuni esperti lo definiscono terrorismo “lone wolf” o  terrorismo da lupo solitaro. In natura, i lupi non cacciano da soli, cacciano in branco. Ed infatti, anche i terroristi “lone wolf” spesso si avvalgono del “branco”  ma si tratta di una struttura virtuale. Comunque non è un fenomeno che riguarda esclusivamente l’Italia ma anche tutta l’Europa e non solo. Ad esempio individui occidentali che si sono recati in Siria per combattere al fianco dei ribelli già all’inizio del 2013. I primi sono stati alcuni cittadini di origini tedesche individuati al confine siriano. Questi manifestavano già la volontà di combattere il regime di Assad

Qual è l’identikit dell’italiano che si “trasforma” in combattente in nome di Allah?
Non esiste un identikit. Sono tutti soggetti differenti tra di loro ma uniti dalla stessa ideologia. Certo è  che un’alta percentuale di questi evidenzia gravi problemi di socializzazione

 Come si muovono in Italia e come si relazionano con i gruppi estremisti? Qual è il ruolo dei social network?
Avviene tutto attraverso il web: blog, forum e social network. E’ sul web che avvengono i primi contatti con i siti fondamentalisti islamici. Ciò avviene durante una normale navigazione in internet, spesso per noia più che per curiosità. Poi, la frequenza su questi siti e forum si fa sempre più assidua. Il soggetto si fidelizza e lentamente viene accettato ed inserito nella comunità fondamentalista, sempre virtuale, che però è in grado di “formarlo”. In sostanza la radicalizzazione di queste persone avviene per lo più attraverso l’uso della rete. Piattaforme online di social networking sono diventate un potente apparato terroristico per attirare potenziali membri e seguaci. Al suri, ad esempio, detto il Bin Laden di internet, diffonde i suoi messaggi per lo più via web o attraverso riviste dell’estremismo islamico come INSPIRE, rivista molto popolare negli Stati Uniti

Formare, addestrare. I terroristi “italiani” reclutati sul web, come si addestrano al combattimento? In Italia esistono campi addestramento di terroristi islamici?
L’addestramento avviene tutto su internet. Dopo essere stati accettati dal branco virtuale, ovvero dalla comunità fondamentalista e soprattutto da gruppi formati da cellule di estremisti, queste persone vengono istruite all’uso delle armi e degli esplosivi. Ciò sta a significare che cominciano a familiarizzare con tutte quelle armi identificate come “idonee” a combattere la guerra in nome di Allah. In Italia non esistono, al momento, campi di addestramento fisici ma l’addestramento dei terroristi avviene via internet proprio come la radicalizzazione

Nei gruppi terroristici, solitamente, esiste una gerarchia. In questo caso, invece, chi ha “chiamato”  e da dove, gli italiani, al combattimento in Siria?
La chiamata viene dal network. In questi casi, però, si annulla completamente il concetto di  gerarchia ovvero di terrorismo strutturato. Ci troviamo di fronte ad un “lupo solitario”, ad un soggetto che agisce da solo. L’unico legame che unisce il terrorismo individuale, quello per capirsi del lupo solitario, al branco o alla comunità più ampia di estremisti è solo l’ideologia. Solo questa e nient’altro

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