Oggi, 21 marzo 2017, per la prima volta si celebra "per legge" la Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

Una giornata storica. Una pietra miliare. Un dovuto ricordo e un giusto riconoscimento alle migliaia di vittime innocenti di tutte le mafie. A Locri, dove pochi giorni fa sono comparse scritte offensive contro Don Luigi Ciotti e gli "sbirri", a scendere in piazza contro le mafie sono stati in tantissimi: 25 mila.

Un corteo lunghissimo, con in testa i familiari delle vittime di mafia con due striscioni di Libera (l'Associazione antimafia organizzatrice della manifestazione) con lo slogan della Giornata di quest'anno: "Luoghi di speranza, testimoni di bellezza". Dietro di loro una grande bandiera della pace. A seguire i gonfaloni, le autorità e migliaia di persone giunte da tutta Italia. Tra di loro, la vedova del brigadiere Antonino Marino, ucciso a Bovalino il 9 luglio del 1990: "Orgogliosa di avere sposato uno sbirro" la scritta stampata sulla sua camicia bianca.

Intenso l'intervento di don Luigi Ciotti, che, aprendo la manifestazione, ha affermato: "Oggi a Locri siamo tutti sbirri. Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell'ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare".

E mentre Locri scende in piazza, più di 4 mila le iniziative organizzate in contemporanea su tutto il territorio nazionale: in Sicilia spicca la manifestazione organizzata a Trapani e a Bari sfilano in 5 mila.

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