Cronaca

Legittima difesa, la Polizia: "Senza uomini, la tecnologia non serve"

Il sindacato Coisp replica alle dichiarazioni dell'onorevole Librandi (Scelta Civica), che vuole incrementare la sicurezza attraverso l'hitech

Giubileo-roma

Nadia Francalacci

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Sbloccare il turn over nelle Forze di polizia, evitare la chiusura dei commissariati, inasprire le pene contro i reati predatori e garantire la certezza della pena. Per la Polizia di Stato sono queste le priorità per poter garantire la sicurezza ai cittadini. Tutto il resto, per loro, sono solo parole. 

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“Ma quale tecnologia? La tecnologia senza gli uomini non serve a nulla. E se anche ogni famiglia italiana avesse un impianto di videosorveglianza in casa, gli uomini per accorrere ad ogni richiesta di aiuto dove sono? Forse Librandi non sa che a malapena ci sono gli uomini e i mezzi per svolgere i minimali turni di servizio nelle città. Sbloccare il turn over e riportarlo al cento per cento, dotare le Forze di Polizia di auto e di tutti gli altri mezzi indispensabili per lavorare, abbandonare i folli propositi di chiusura dei presidi di sicurezza sul territorio, inasprire severamente la reazione del Sistema contro i reati predatori e garantire la certezza della pena, ecco quello che serve con assoluta priorità".

È così che Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, ha deciso di replicare alle dichiarazioni di Gianfranco Librandi (Scelta Civica) che a proposito del Ddl sulla legittima difesa ha dichiarato che basta "solo" aumentare la tecnologia. 

"Quando i cittadini sentiranno che davvero si prende in seria considerazione il loro disperato bisogno di sicurezza e di vicinanza da parte dello Stato - continua Maccari - allora si potrà smettere di fare demagogia, si potrà smettere di insultare le loro necessità chiamandoli ‘spiranti pistoleri’, e si potrà iniziare un serio e proficuo percorso di recupero della fiducia che essi stanno perdendo, ma non nei confronti delle Forze dell’Ordine, bensì di politica e istituzioni di un sistema che non gli garantisce sufficiente tutela, si accanisce contro di loro quando inevitabilmente tentano di difendersi, e ci va con il guanto di velluto con chi delinque”.

Le dichiarazioni di Librandi che scatenano la rabbia dalla Polizia 

"Dobbiamo garantire ai cittadini e per far questo non c'è bisogno di armare gli italiani ma di utilizzare l'intelligenza e la tecnologia. Non solo incrementare da 16 a 150 milioni di euro il fondo per le detrazioni fiscali destinato a chi istalla nella propria abitazione telecamere e altri dispositivi di videosorveglianza, istituito grazie a un mio emendamento alla legge di Stabilità- ha spiegato Librandi- si potrebbe pensare invece che alle armi a un ponte radio con le Forze dell'Ordine da istallare in ogni casa così che non appena viene avvertita una situazione di pericolo i cittadini possono chiamare facilmente e con un click Carabinieri e Polizia”.

Una dichiarazione che secondo il Sidacato della polizia, mostra tutta l'incompetanza e la miopia della classe politica che non riesce a vedere quelle che sono le priorità e non riesce a 'leggere e comprendere' le reali esigenze dei cittadini.

Politica "miope" in tema di sicurezza?

“Per l’ennesima volta - ribatte Maccari - la politica da prova della propria incompetenza e della propria ignoranza in tema di sicurezza. Intanto vorremmo capire, secondo questa brillante proposta: chi non ha i soldi per pagarsi la videosorveglianza cosa dovrebbe fare? Ce ne vogliamo fregare… proprio come ce ne freghiamo di chi con i pochi spiccioli che ha non arriva a fine mese assieme alla propria famiglia, Appartenenti alle Forze dell’Ordine comprese? E dopo di che, lo ripetiamo, a tutti i famosi ‘click cui ricorrere non appena viene avvertita una situazione di pericolo’ chi dovrebbe rispondere concretamente sul territorio? Forse l’onorevole Librandi? O i suoi colleghi? O chi altri? Di poliziotti e carabinieri non ce n’è abbastanza in servizio neppure per svolgere la moltitudine di servizi cui siamo chiamati, per coprire turni, per sopperire alle malattie e ai pensionamenti".

Poi Maccari conclude: "Librandi si svegli e non insulti l’intelligenza nostra e degli italiani”.

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