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Cronaca

Legittima difesa: perché la riforma rischia di sparire

Ecco come la nuova legge potrebbe essere tra quelle cancellate se si andasse a votare nel 2017, anticipando la fine del governo Gentiloni

Tra le leggi e le riforme tanto attese che rischiano di morire abbandonate, se questa legislatura termina con le possibili elezioni anticipate in autunno, c'è quella relativa alla nuova Legittima difesa.

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Ecco le modifiche approvate dalla Camara il 4 maggio 2017 tra non poche discussioni e polemiche, in Parlamento e fuori, dopo i numerosi casi, da quello Lodi a quello Ponte di Barbaranoche potrebbero essere bloccate ripartendo da zero con un nuovo governo.

  • La reazione a un'aggressione in casa, in negozio o in ufficio commessa di notte o all'introduzione con violenza, minaccia o inganno.
  • La proporzione tra difesa e offesa e l'attualità del pericolo. Già oggi si presume che vi sia proporzione se la difesa anche con armi riguarda un'aggressione domiciliare che mette in pericolo la propria o l'altrui incolumità oppure, ma in questo caso solo quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione, se si difende il proprio patrimonio.
  • Nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati sono a carico dello Stato.
  • Se agisce sulla base di un grave turbamento psichico e, se tale turbamento, è causato dalla persona contro cui è diretta la reazione si è in presenza di legittima difesa. La valutazione di tale "turbamento", però, dovrà essere affidata al giudice.
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