Simona Santoni

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Dopo dieci anni di burrascosa discussione parlamentare, sessant'anni fa, il 20 febbraio 1958 veniva approvata la legge Merlin (legge 20 febbraio 1958, n. 75), che abolì la prostituzione legalizzata in Italia - con gli annessi controlli sanitari obbligatori - e chiuse le case di tolleranza, introducendo sanzioni per chi sfruttava le prostitute.

Le legge, però, se ha introdotto il reato di sfruttamento del corpo altrui, anche se in ambiente organizzato, non considera reato la vendita del proprio corpo. Questa è un'assenza che ha permesso di continuare la merceficazione del proprio corpo, per strada o nelle case.  

Socialista, ex partigiana, insegnante, è stata Lina Merlin, prima donna a essere eletta al Senato, la firmataria della legge. La senatrice ricevette anche minacce di morte per aver promosso la legge che chiudeva i bordelli: la notte che entrò in vigore la normativa (nel settembre del 1958) ne furono chiusi oltre 560. Il loro nome era "case chiuse" per via delle finestre sempre sbarrate per motivi di ordine pubblico e di privacy. 


In questa gallery ripercorriamo alcune foto di oggetti e interni di casini, prima della legge Merlin. Ci sono anche immagini del documentario del 2011 Case chiuse di Filippo Soldi, un viaggio attraverso il tempo nel mondo delle case di tolleranza, la cui ideazione risale alla notte dei tempi. Un viaggio che parte da lontano, dal lupanare di Pompei e dal papiro erotico del Museo Egizio di Torino per arrivare alle luci soffuse dell'Artemis di Berlino, con le sue bibite analcoliche e la sua attenzione al benessere, passando per i filmati d'epoca, e le testimonianze di personaggi dello spettacolo.

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