Cronaca

Legge contro le baby gang: i punti principali

Così Mario Covelli, Presidente nazionale della Camera Penale Minorile, vuole tentare di arginare il fenomeno che continua a fare vittime in Italia

Baby gang

Nadia Francalacci

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Il branco ha colpito ancora una volta in pieno centro, a Napoli. È accaduto sabato 14 aprile nella notte, a due passi dal Castel dell'Ovo sul lungomare partenopeo.

A finire in ospedale, tre adolescenti, uno dei quali è stato ricoverato e operato d’urgenza all’ospedale Pellegrini per la grave frattura riportata al setto nasale. Gli altri due ragazzi, se la sono “cavata”, con qualche pugnalata di striscio e numerose ecchimosi sul volto.

La baby gang, composta da una quindicina di giovani ha individuato i tre coetanei e per motivi futili, li ha aggrediti.

“La situazione è fuori controllo - ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli- occorre adottare misure drastiche come la sottrazione di questi baby delinquenti alle loro famiglie e punizioni identiche a quelle inflitte agli adulti. Solo così potremo sperare di riportare sicurezza e civiltà".

La proposta di nuove norme

Ma andiamo con ordine. Che la normativa che disciplina i reati minorili sia inadeguata, o meglio, sia del tutto inesistente, è convinzione anche del Presidente nazionale della Camera Penale Minorile, Mario Covelli che ha redatto una nuova proposta di legge che sarà presentata presto alle Camere.

"La proposta di legge prevede l'istituzione in ogni Comune, o consorzi di Comuni, di centri polifunzionali che accolgano i minori a rischio in regime semiconvittuale, avviandoli a percorsi educativi sia d'istruzione che di formazione professionale - ha spiegato a Panorama.it Covelli - La proposta prevede una clausola di invarianza finanziaria, poiché il Centro Polifunzionale deve utilizzare e valorizzare organi, persone e strutture già esistenti sul territorio”.

“Solo in caso di opposizione dei minori o dei genitori devono attivarsi meccanismi sanzionatori, che non escludano comunque provvedimenti ablativi e persino l'adozione - prosegue Mario Covelli – La competenza amministrativa del tribunale per i minorenni va abrogata e sostituita da un procedimento civile con garanzie del diritto di difesa e del contraddittorio tra parti”.

“In caso di rifiuto o abbandono del percorso nel centro polifunzionale, è previsto l'aggravamento del regime semiconvittuale in quello del collocamento in una comunità aperta - continua - e in caso di ulteriore abbandono, il collocamento in una comunità chiusa".

Il Decreto Regio inadeguato

"L’attuale normativa fa riferimento ad un Decreto Regio che è ovviamente inadeguato e insufficiente ad arginare la violenza di questi ragazzi sempre più abbandonati a loro stessi e privi di ogni forma di istruzione - puntualizza il presidente Nazionale delle Camere Penali - I ragazzi che hanno massacrato e ucciso la guardia giurata a Chiaiano, ad esempio, provengono da famiglie normali ma avevano comunque abbandonato gli studi e vivevano per strada.”

Covelli punta il dito sul tribunale per i minorenni che deve intervenire in via preventiva per assicurare agli adolescenti un'adeguata educazione, evitando così gravi danni alla società e agli stessi minori. "Ribadiamo con forza la ferma opposizione all'abbassamento dell'età imputabile, a modifiche in peius delle norme processuali minorili e all'allontanamento dal nucleo di famiglie appartenenti alla criminalità comune o organizzata – conclude Covelli – anche se quest'ultima, deve rappresentare l'extrema ratio".

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