Cronaca

Le analogie tra il suicidio di Michela Deriu e quello di Tiziana Cantone

Due giovani donne che si sono tolte la vita dopo la diffusione non autorizzata di materiale a luci rosse sopraffatte dalla vergogna

michela deriu

Barbara Massaro

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La storia non insegna nulla: né alle vittime, né ai carnefici. E' passato poco più di un anno da quando Tiziana Cantone, 31 anni, napoletana, si è impiccata con un foulard nella cantina di casa sua sopraffatta dalla vergogna per la diffusione di materiale video privato a sfondo erotico pubblicato in Rete.

Era un anno che, tramite i suoi legali, combatteva perché le venisse riconosciuto il diritto all'oblio e perché da Internet sparisse quel maledetto video nel quale lei chiedeva "Stai girando? Bravo" divenuto addirittura slogan scritto sulle magliette.

Michela come Tiziana

E mentre è stata archiviata l'imputazione d'istigazione al suicidio nel caso Cantone una seconda giovane donna, Michela Deriu di Porto Torres si è tolta la vita nella notte tra il 4 e il 5 novembre.

Aveva 22 anni ed era scappata alla Maddalena cercando rifugio a casa di un'amica dopo che tre giovani della sua stessa città l'avrebbero ricattata e minacciata chiedendole soldi per non diffondere le immagini di un video hard girato forse due anni prima.

Si è strangolata con un laccio lasciando due biglietti: il primo indirizzato all'amica in cui dice: "Scusa, ma a Porto Torres non avrei potuto farlo" e il secondo appallottolato in una mano in cui era scritto: "Gli scheletri sono riaffiorati".

La tentata estorsione e la minaccia della gogna mediatica

Su quegli scheletri sono stati al lavoro gli inquirenti che avrebbero trovato il video erotico nel computer di uno dei tre ragazzi indagati iniziando a far chiarezza nel giallo del suicidio.

Pare che la clip (una o forse due) fosse già girata su diversi pc, tablet e smartphone di Porto Torres e che i tre ragazzi abbiano fatto di tutto per estorcere denaro a Michela che faceva la barista e, proprio qualche giorno prima della fuga alla Maddalena, era stata aggredita e le era stato rubato l'incasso della sera.

Inizialmente si era pensato a un caso isolato di microcriminalità, ma alla luce dei fatti che si sono verificati in seguito il furto potrebbe essere connesso al ricatto. Le ipotesi di reato avanzate dai magistrati di Tempio Pausania sono istigazione al suicidiodiffamazione aggravata e tentata estorsione.

L'istigazione al suicidio

Nel caso Cantone l'ipotesi dell'istigazione al suicidio, la più grave di tutte, era piuttosto difficile da provare visto il numero di persone coinvolte e l'enorme quantità di gente che aveva visto e condiviso in video, in questo caso è differente perché sarebbero già state individuate le persone che sarebbero state responsabili del ricatto (e delle sue conseguenze).

Le indagini, in ogni caso, sono tutt'ora aperte. Ci sarebbe un super testimone che avrebbe raccolto le confessioni e le angosce di Michela e che sarebbe pronto a collaborare con la giustizia.

Il triste tratto in comune tra la storia di Michela e quella di Tiziana è la presenza di una donna fragile che si sente lasciata sola a combattere contro i suoi stessi scheletri nell'armadio e che alla fine cede alla vigliaccheria del branco ignorante e a quel machismo moltiplicato dal cameratismo dei social forum di fronte a cui le tante iniziative contro la violenza sulle donne sembrano gocce nell'oceano.

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