Cronaca

Carabiniere uccide le figlie e si suicida: cosa sappiamo sulla strage di Latina

L'uomo ha sparato alla moglie e si è barricato in casa per 9 ore: dopo l'irruzione dei carabinieri la macabra scoperta

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Matteo Politanò

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Tragedia famigliare a Cisterna Latina, in provincia di Latina, dove un carabiniere di 44 anni ha sparato alla moglie, si è barricato in casa per 9 ore, ha ucciso le sue due figlie e si è tolto la vita. Una strage premeditata: l'uomo ha lasciato cinque lettere dove annunciava il gesto e una somma di 10 mila euro destinata al pagamento dei funerali. La moglie dell'omicida ha ripreso conoscenza dopo giorni di coma indotto ed è stata informata della morte delle sue bambine.

 

L'agguato alla moglie

Intorno alle 5 di mercoledì 28 febbraio Luigi Capasso, carabiniere di 44 anni in servizio a Velletri, è arrivato a Cisterna Latina dove viveva la moglie, Antonietta Gargiulo, insieme alle due figlie di 8 e 14 anni. Secondo le prime ricostruzioni l'uomo avrebbe incontrato la donna nel garage di casa ed esploso quattro colpi di pistola verso l'ex compagna. Antonietta Gargiulo è stata colpita da tre proiettili: uno al volto, uno all'addome e uno al torace. La donna è stata soccorsa da alcuni vicini di casa ai quali ha detto di essere stata colpita dal marito. Trasportata in elicottero all’ospedale San Camillo di Roma ha ripreso coscienza dopo giorni di coma indotto ed è stata informata sul dramma che ha sconvolto la sua famiglia. Attualmente si trova ancora in terapia intensiva e non potrà partecipare al funerale delle sue due bambine. 

Le bambine in ostaggio

Dopo aver sparato alla moglie l'uomo ha preso le chiavi di casa e si è barricato nell'appartamento dove dormivano le due figlie, di 8 e 14 anni. Le forze dell'ordine sono immediatamente accorse sul posto, hanno bloccato l'entrata del palazzo e staccato il gas al condominio. Sono così iniziate le trattative per cercare di liberare le due bambine, nella speranza che fossero ancora vive. Con il passare delle ore la situazione è però precipitata, il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dei Carabinieri, ha dichiarato ai cronisti: “Temiamo per il peggio".

Le trattative

Le forze dell'ordine, non conoscendo lo stato di salute delle bambine, hanno iniziato una lunga negoziazione con l'uomo alla quale hanno collaborato anche la madre di Antonietta Gargiulo e un'amica di famiglia. Per ore i carabinieri hanno cercato di convincere Capasso a costituirsi ma dopo sette ore e mezza il timore di un drammatico epilogo è diventato realtà. Non sentendo più le voci dell'uomo e delle figlie i carabinieri hanno deciso di agire.

L'irruzione della polizia

I reparti speciali del Gis arrivati da Livorno hanno fatto irruzione nell'appartamento trovando quello che temevano: il cadavere dell'uomo e quello delle due bambine. "L'uomo si è tolto la vita e le bambine sono morte, verosimilmente da diverse ore". Capasso avrebbe tolto la vita alle piccole mentre dormivano ancora, poco dopo l'ingresso nell'abitazione. Gli accertamenti della scientifica serviranno per chiarire la dinamica della strage.

Una strage premeditata

Luigi Capasso non voleva accettare la separazione da Antonietta Gargiulo, la moglie che a settembre 2017 aveva aggredito davanti a testimoni sul luogo di lavoro di lei. Nell'abitazione dove si è consumata la strage sono state trovate cinque lettere che l'uomo aveva scritto ai genitori e ai fratelli più un assegno da 10mila euro per pagare i funerali per se stesso, la moglie e le bambine. Lo scorso 10 febbraio l'uomo aveva pubblicato sul suo profilo Facebook una frase che oggi suona come una terrificante anticipazione: “Non dire mai a me non accadrà, tutto capita anche quello che non avresti mai immaginato”. Nel frattempo fanno discutere i segnali che avrebbero dovuto permettere di prevenire il dramma: Capasso era stato ascoltato da due psicologi ma nessuno ha ritenuto che non fosse idoneo a svolgere la professione e quindi a possedere un'arma di ordinanza.

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