Cronaca

Ladri forano oleodotto e fuggono. Disastro ambientale a Piacenza

Ettari di terreno sono stati invasi dal gasolio fuoriuscito dall'impianto Eni. Adesso si teme l'inquinamento delle falde acquifere

Nadia Francalacci

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Migliaia e migliaia di litri di gasolio sversati nelle campagne alle porte di Piacenza. Ettari di terreno invasi, coltivazioni sommerse da una impressionante chiazza “nera”. È questo quello che hanno trovato carabinieri e vigili del Fuoco che sono accorsi questa mattina, attorno alle 4, tra Sannazzaro de' Burgondi (Pavia) e Fiorenzuola d'Arda (Piacenza), dopo essere stati allertati dagli ingegneri dello stabilimento Eni.

Non è il primo tentativo di rubare il gasolio dalle tubazioni Eni ma quello di questa notte, si è trasformato in un disastro ambientale le cui proporzioni sono ancora da stimare. Un danno che fin da subito ha destato non poche preoccupazioni per il rischio di un interessamento anche della falda acquifera.

Il tentativo di furto

Ma che cosa è successo questa notte? Una banda di ladri, nel maldestro tentativo di rubare grosse quantità di gasolio agganciandosi direttamente all'oleodotto interrato della linea Eni tra Pavia e Piacenza, ha scavato in profondità per un paio di metri nel terreno, fino a intercettare la condotta. Poi, con mezzi rudimentali ha praticato un foro nel tentativo di installare una sorta di rubinetto in modo da creare un sistema agevole per rubare il gasolio di volta in volta, ma qualcosa è andato storto e la situazione è sfuggita di mano.

Non avevano calcolato la pressione del gasolio

A quel punto i ladri hanno deciso di fuggire abbandonando tutto, mentre il gasolio, in pressione, zampillava dalla condotta allagando le campagne circostanti fino a raggiungere i canali agricoli.

Ad accorgersi subito che qualcosa non andava nelle tubazioni, sono stati proprio i dipendenti dell’Eni che hanno immediatamente chiamato le forze dell’ordine e il 115. I tecnici della centrale Eni si sono accorti di un improvviso ed anomalo calo di pressione sul tratto piacentino della linea e l'hanno subito isolata per una lunghezza di circa 5 chilometri.

Ma intanto erano già fuoriusciti migliaia e migliaia di litri di gasolio. All’arrivo dei vigili del fuoco, polizia e carabinieri, i ladri erano già spariti abbandonando la loro attrezzatura.

Era già avvenuto nel 2014

Lo stesso identico tentativo di furto era già stato pianificato e attuato 2 anni fa sempre nello stesso tratto, quello piacentino. E sempre all’epoca si era temuto per un altro disastro ambientale. All’epoca, la linea dell’oleodotto interessata fu quella che costeggiava le rive del fiume Trebbia.

Anche in quel caso una banda di ladri, nel tentativo di allacciarsi abusivamente a una linea dell'oleodotto, aveva perso il controllo della situazione ed era scappata abbandonando un furgone rubato con cisterne da mille litri, lasciando uscire liberamente il gasolio in superficie. Il combustibile aveva invaso un'area di alcuni ettari per decine di migliaia di litri.

Ad accorgersi di una situazione anomala erano stati i carabinieri del Nucleo radiomobile di Piacenza, che transitando avevano notato il mezzo abbandonato in un campo a Quartazzola. La scena che si erano trovati davanti era chiara, con un raccordo di fortuna approntato dai ladri - già fuggiti da tempo - e il gasolio ad altra pressione che usciva: i malviventi si erano allacciati con mezzi di fortuna a un pozzo lungo la linea sotterranea dell'oleodotto.

I tecnici Eni e quelli di Arpae, intanto, stanno gestendo la situazione per cercare di limitare l'impatto ambientale dell'incidente. Gli agenti della polizia scientifica di Piacenza e i colleghi delle volanti, invece, hanno avviato le indagini per cercare di individuare gli autori del disastro.

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