Cronaca

La storia di Patrizio Iacono, l'uomo che ha sparato a Pisa

Meno di un anno fa aveva già gambizzato un ragazzo per motivi sentimentali. Da dove viene il giovane sardo che ha spaventato la città toscana

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Nadia Francalacci

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Decine di armi, un solo volto e il grilletto facile: Patrizio Giovanni Iacono, lo “sparatore” di Pisa, il 21enne sardo che venerdì 9 febbraio ha seminato il terrore sparando a 4 avventori di un bar di una zona popolare alla periferia della città toscana, è abituato a maneggiare armi. Ha iniziato da piccolo, ad Alghero, in Sardegna.

Semiautomatiche, revolver, fucili, come quelli che gli investigatori che, dopo una giornata di inseguimenti gli hanno messo le manette, hanno ritrovato occultati in un box nei pressi della sua abitazione.

La famiglia

I militari hanno trovato due fucili, di cui uno a canne mozze, un silenziatore, un tirapugni e munizioni di vario genere. Tutto materiale di provenienza clandestina. Come clandestine erano le armi che circolavano nella casa sarda.

Iacono, infatti, ha iniziato a vedere le armi girare per casa grazie al padre, Roberto Iacono, coinvolto agli inizi degli anni Novanta, assieme ad un altro pregiudicato detto “l’Etrusco”, in una rapina ad una banca. Fu una rapina sanguinaria dove rimase ucciso un maresciallo dei carabinieri di Olmedo, un piccolo paesino in provincia di Alghero.

Ma Patrizio Giovanni Iacono, è il secondogenito della famiglia Iacono. Il primogenito si chiama Dimitri. Anche lui ha avuto problemi con la giustizia e anche lui sembra avere proprio come il padre e il fratello una certa facilità ad imbracciare le armi e a tirare il grilletto. Circa cinque anni fa, fu arrestato per essere il complice dell’omicidio di un cameriere sardo soprannominato l’”Americano”, che lavorava in un ristorante di Alghero. Droga? Vendetta? La motivazione non è stata chiarita nelle vicende processuali.

Il grilleto facile di Patrizio

Così come non è ancora chiaro che cosa abbia armato la mano di Patrizio Giovanni Iacono lo scorso anno. Il giovane, infatti, gambizzò, fuori da un bar di Alghero, un ragazzo per presunte questioni sentimentali. Ma la verità sul perché Patrizio si presentò davanti al locale, armato, sono ancora tutte da chiarire.

Un tentato omicidio per il quale "lo sparatore di Pisa" aveva ottenuto un permesso premio per uscire qualche ora dalla detenzione domiciliare che aveva scelto di fare proprio in Toscana nella città della Torre pendente.

Ma un perché chiaro e preciso non ci sarebbe neppure per quanto è accaduto a Pisa. “Futili motivi”, sembrerebbero quelli alla base della tentata strage di venerdì mattina a Pisa.

Le armi sono sparite

Iacono, dopo la sua cattura, si è chiuso in un assoluto silenzio e non collabora con polizia e carabinieri che stanno continuando a indagare anche nel mondo della droga. Da dove sono arrivate tutte quelle armi, compresa la scacciacani che avrebbe utilizzato prima della semiautomatica? Sono armi che Iacono ha fatto arrivare dalla Sardegna oppure se le è procurate in zona?

Il giovane era domiciliato a Pisa insieme alla madre e ad un altro fratello risultati estranei alla vicenda. La mamma, addirittura, al momento della sparatoria si trovava in Sardegna. Dopo il suo arresto gli inquirenti non sono riusciti a trovare le due pistole, ovvero la scacciacani e la semiautomatica ma neppure la motocicletta da cross con la quale faceva manovre spericolate e che ha innescato la lite culminata negli spari. Gli investigatori stanno cercando di individuare anche i soggetti che possono aver aiutato Iacono ad occultare armi e moto.  

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