Foto Bagheria
Cronaca

La storia d'amore impossibile tra la figlia del boss e il carabiniere

E' successo a Bagheria, Palermo, dove il capo clan Scaduto aveva ordinato l'omicidio della figlia "sbirra"

Amore, passione, ma anche paura, orgoglio e vendetta. Sono gli ingredienti della trama shakespeariana della storia d'amore tra la figlia di un potente boss mafioso siciliano e un giovane maresciallo dei Carabinieri.

La trama

Una vicenda tanto contemporanea quanto antica vissuta nella gabbia di quella provincia palermitana dalla quale è tanto difficile sdoganarsi.

Lei è la figlia di Pino Scaduto, anziano boss della vecchia scuola, capo clan del mandamento di Bagheria, componente della cupola per volere di Bernardo Provenzano e Totò Riina.

Uno che ragiona alla vecchia maniera tra onore e rispetto e che, dentro e fuori dalla prigione, ha sempre gestito importanti affari per Cosa Nostra controllando, tra l'altro il raket del pizzo nella Provincia.

Uomo d'onore pronto a sacrificare il sangue della sua stessa figlia per lavare via la vergogna causata da quella "indegna" colpevole di essersi innamorata di un uomo dello Stato, di un maresciallo dei Carabinieri che quelli come Scaduto li mandano in prigione.

Il ragazzo quando in un bar del paese ha conosciuto la giovane di cui poi si sarebbe innamorato non avrebbe mai pensato che la ragazza portasse quel cognome tanto pesante.

Un tragico destino già scritto

E così i Romeo e Giulietta palermitani consapevoli del destino avverso hanno sfidato l'ira paterna e le leggi della Cupola continuando a frequentarsi con la consapevolezza che presto Scaduto avrebbe mandato il conto da saldare.

Un regolamento di conti che sarebbe spettato al fratello di lei gestire. "Tua sorella si è fatta sbirra" ha detto Scaduto al figlio maschio ritenendo la ragazza colpevole, tra l'altro, di aver aiutato le Forze dell'ordine nell'arresto.

Dal carcere a una parente Scaduto aveva scritto: "Questo regalo quando è il momento glielo farò tempo a tempo che tutto arriva".

Sarebbe dovuto essere il maschio maggiore di casa a uccidere la sorella in un epilogo degno di una tragedia greca. Ma lui, moderno Antigone in versione maschile, rifiuta la vendetta e si ribella.

In un'intercettazione il ragazzo al padre ha detto: "Io non lo faccio, il padre sei tu e lo fai tu... io non faccio niente... mi devo consumare io? Consumati tu, io ho trent'anni, non mi consumo".

L'epilogo

Pino Scaduto è tornato in prigione nella notte dopo soli sei mesi di libertà. I Carabinieri del comando provinciale diretto dal colonnello Antonio Di Stasio lo hanno arrestato insieme ad altre 15 persone, l'ordinanza di custodia cautelare è firmata dal giudice Nicola Aiello. Le indagini della Dda di Palermo diretta dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Salvatore De Luca hanno individuato in loro il nuovo gruppo dirigente del mandamento mafioso di Bagheria, che continuava a imporre estorsioni a commercianti e imprenditori.

L'amore tra la figlia del boss e il Carabiniere è salvo, l'epilogo tragico non c'è stato e in una Bagheria ancora ostaggio della Mala uno spiraglio di speranza è entrato per chi crede ancora e nonostante tutto che il bene possa vincere sul male.


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