La Pasqua 2018 di Papa Francesco

Dal giovedi santo con i carcerati del Regina Coeli alla via crucis con i testi dei giovani studenti: la settimana santa di Bergoglio

Papa Francesco a Milano

25 marzo 2017. Papa Francesco – Credits: FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images

Orazio La Rocca

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Dall'incontro con i detenuti ai giovani italiani che per la prima volta commentano la Via Crucis papale al Colosseo. Come dire, dai luoghi delle sofferenze e delle esclusioni visitati per portare a quanti vi sono reclusi “speranza di riscatto alla luce della Misericordia divina”, all'ascolto delle meditazioni, dei pensieri e delle parole scritte dagli studenti di oggi sul dramma del Golgota.

È la Pasqua di papa Francesco che, ancora una volta, celebra fuori dal Vaticano i principali riti della Settimana Santa (la Lavanda dei piedi, l'Ultima Cena e la Via Crucis), in preparazione della solenne Messa pasquale in piazza S. Pietro. Una scelta che ricalca le celebrazioni che il Pontefice era solito fare in Argentina sia da vescovo che da cardinale, quando i riti della Settimana Santa li presiedeva nelle favelas e nelle carceri di Buenos Aires.

Il giovedi santo

È seguendo, quindi, questa scelta pastorale “sempre più vicina agli ultimi, ai bisognosi, ai sofferenti e ai giovani” - spiega la Sala Stampa della Santa Sede – che papa Francesco il Giovedì Santo lo dedica al carcere romano di Regina Coeli per lavare i piedi a dodici detenuti, ripetendo il gesto di servizio e di umiltà che fece Gesù con i suoi 12 apostoli prima di essere arrestato e condannato e facendo “chiaramente capire – commentano nell'entourage di papa Bergoglio – che tutti siamo chiamati a servire e a solidarizzare con i sofferenti, sempre, non solo a Pasqua”.

Non è comunque la prima volta che papa Bergoglio celebra il Giovedì Santo in un carcere. La prima fu il 28 marzo 2013, 15 giorni dopo l'elezione al Soglio di Pietro, quando celebrò Messa e lavò i piedi a 12 ragazzi del carcere romani minorile di Casal del Marmo, tra i quali anche due ragazze (una musulmana). In seguito è stato anche a Rebibbia e a Paliano.“Gesti profetici fatti alla luce della misericordia divina – spiegano i collaboratori del pontefice – fatti all'uomo e alla donna in difficoltà, senza guardare a nazionalità, religioni, politica”.

LA VIA CRUCIS

Altra scelta nel suo genere “rivoluzionaria” fatta da papa Francesco riguarda i commenti alle 14 stazioni della Via Crucis che presiederà il prossimo Venerdì Santo al Colosseo, che per la prima volta portano la firma di 15 studenti romani, tra liceali e universitari, coordinati dal professore Andrea Monda, docente di religione, giornalista e scrittore, conduttore anche di un programma sull'emittente dei vescovi italiani Tv2000. Una scelta-omaggio voluta dal pontefice in vista del Sinodo dei giovani che si celebrerà il prossimo ottobre.

La Via Crucis sarà commentata da i giovani dopo una serie di incontri fatti “per condividere le pagine del Vangelo. A prescindere del loro percorso di fede, ciascuno ha espresso ciò che scaturiva dal proprio cuore”, spiega il professor Monda, che aggiunge: "C'è chi si è sentito più toccato dal brano della Veronica, chi dal Cireneo, e così l'assegnazione delle stazioni è stata piuttosto semplice. Ho chiesto loro di essere quello che sono, di non pensare di dover scrivere testi teologici, di non lasciarsi condizionare dal fatto che sarebbero stati letti in mondovisione, davanti al Papa" , specifica il professore che ha suggerito ai ragazzi di immaginarsi invece di trovarsi a Gerusalemme, in quel venerdì di oltre duemila anni fa.

Tra i temi che sono emersi dalle meditazioni – preannuncia Mondo - il senso dell'ingiustizia nella condanna di Gesù, o il dramma dei migranti nella situazione in cui Gesù è spogliato delle vesti; e infine il mistero della morte che spesso viene rimosso.

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