Cronaca

La fake news dell'inchiesta di riciclaggio nella compravendita del Milan

La Stampa e Il Secolo XIX sparano la notizia in piena pagina. Ma viene smentita subito dal pm di Milano Francesco Greco. Marina Berlusconi "indignata" per la gravità della falsificazione

Berlusconi sells AC Milan shares to Chinese businessman Li Yonghong

La stretta di mano tra Silvio Berlusconi e Yonghong Li – Credits: ANSA/LIVIO ANTICOLI

Nessuna inchiesta su un presunto riciclaggio legato alla compravendita del Milan, inchiesta che l'11 dicembre è stata messa nero su bianco su La Stampa e sul Secolo XIX che hanno parlato di "nuova tegola giudiziaria sulla campagna di Berlusconi". Si tratterebbe di un'inchiesta che ipotizza una cessione della società a prezzo gonfiato e il successivo rientro di una "cifra sostanziosa" ipotizzando dunque il reato di riciclaggio. Peccato che si tratti di una enorme fake news.

La smentita di Greco

Il Procuratore della Repubblica di Milano Francesco Greco, infatti, davanti a pochi cronisti, sull'operazione con cui ad aprile il club rossonero è passato da Silvio Berlusconi all'imprenditore cinese Yonghong Li, ha dichiarato che "allo stato non esistono procedimenti penali", aggiungendo che il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale non ha aperto alcun fascicolo né "a modello 45", senza titolo di reato e a carico di ignoti, né "a modello 44", sempre a carico di ignoti ma con un titolo di reato.

Poco dopo è arrivato il commento di Niccolò Ghedini, legale di Berlusconi: "Il giornalismo d'inchiesta è uno straordinario valore da tutelare e incentivare perché è uno dei cardini di un sistema democratico. Quando però si utilizzano false notizie non già per informare ma per aggredire e danneggiare una parte politica durante una campagna elettorale, non si tratta piu' di giornalismo ma di fatti penalmente, civilmente e ancor prima deontologicamente rilevanti".

L'avvocato ha poi aggiunto che "ancora una volta" quotidiani "con una precisa connotazione politica e imprenditoriale" hanno aggredito "il presidente Berlusconi con una notizia totalmente inventata".

L'indignazione di Marina Berlusconi

Sulla stessa linea Marina Berlusconi, presidente di Fininvest: "Il tempo sembra passare invano per certi metodi di intendere lo scontro politico e per chi di questi metodi da vent’anni è ostinato protagonista. La falsificazione di cui stamane si sono resi responsabili due quotidiani controllati dal gruppo De Benedetti, “La Stampa” e “Il Secolo XIX”, lascia indignati ed esterrefatti per la sua gravità.

In tutta la lunga e complessa trattativa per la vendita del Milan, la Fininvest si è comportata con la massima trasparenza e correttezza, come conferma la stessa Procura della Repubblica di Milano, avvalendosi dellacollaborazione di advisor finanziari e legali di livello internazionale.

L’uscita dei due quotidiani, in piena campagna elettorale, l’enorme spazio e i toni riservati ad una notizia che era già stata segnalata come falsa e che falsa è stata confermata dalla Procura della Repubblica, non lasciano dubbi sulle reali intenzioni di questa operazione. Condotta peraltro, sarà un caso?, proprio nei giorni in cui Carlo De Benedetti è sulle prime pagine per presunte vicende di insider trading. “La Stampa” e il “Secolo XIX” stamane hanno davvero scritto una pessima pagina di giornalismo. Un giornalismo che, impegnato nella sacrosanta guerra contro le fake news, non merita di vedere la propria autorevolezza mortificata da chi, in redazione, utilizza notizie false per logiche di parte. L’antiberlusconismo acceca ancora fino a questo punto?

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