Bisturi low lost per fronteggiare la crisi

Aumentano le richieste di prestiti per ritocchi estetici ma calano gli importi

La crisi economica non uccide la vanità

– Credits: Web

Nadia Francalacci

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La crisi non uccide la vanità: bocca nuova, seno rifatto, capigliatura “rinforzata”. Gli italiani non vogliono rinunciare al ritocco estetico. Nonostante la crisi economica, la pressione fiscale e la spada di Damocle di Imu e Iva, i residenti nel Belpaese non rinunciano alle cure estetiche. Dal 1 gennaio al 30 giugno 2013 le richieste di prestiti per sostenere spese mediche, controlli privati e soprattutto interventi estetici sono state 60 mila. Ma quanto sono disposti a spendere gli italiani nel 2013 per migliorare il loro aspetto?

“Rispetto allo scorso anno la spesa per il ritocco estetico è leggermente inferiore ma la richiesta media per questo tipo di finanziamento rimane sempre piuttosto elevata: circa 6.600 euro, da restituire in un periodo di tempo particolarmente lungo, 56 mesi ovvero quasi cinque anni- dichiara Lorenzo Bacca, Responsabile Business Unit Prestiti di Prestiti.it e Facile.it- l’età media al momento della richiesta è compresa tra i 40 e 45 anni, in linea con le richieste standard di credito al consumo, ma quest’anno abbiamo registrato un aumento delle richieste da parte delle donne”.  

“Normalmente 3 domande su 4 arrivano da uomini, quando parliamo di prestiti per le spese mediche il gap si riduce di parecchio precisa Bacca - infatti quest'anno è composto da donne ben il 42% del campione analizzato”.

In sostanza, sono aumentate le richieste di prestiti per i “ritocchi” ma sono calati gli importi. Ciò sta a significare che le donne hanno optato per gli interventi estetici “low cost” ovvero quelli meno costosi ma non hanno voluto rinunciare del tutto. Sono aumentate le bleferoplastiche e piccoli interventi al naso mentre sono diminuite le addominoplastica e altri interventi i cui costi oscillano tra i 7 e i 10 mila euro. Ma chi chiede il finanziamento?
“Chi chiede un finanziamento per pagare le spese sanitarie è per la metà del totale, un dipendente privato (53%)- continua Bacca - il 12% è un lavoratore autonomo mentre oltre il 10% pensionato”.

Lo stipendio medio dichiarato al momento della richiesta è di 1.700 euro. L’incidenza di questa tipologia di finanziamento sul totale dei prestiti personali è più alta in Toscana seguita dall’Abruzzo, mentre è ai minimi in Puglia e in Sardegna. Gli importi più alti, però, vengono richiesti in Piemonte dove si raggiunge anche i 9.400 euro, Liguria con richieste per 8.800 euro e Lazio con prestiti fino a 7.800 euro. Le cifre più basse invece vengono richieste al centro-sud: Umbria di media 4.500 euro e Basilicata 4 mila euro. Sono queste due ragioni a chiudere la classifica nazionale.

 
“Quel che è certo è che al fianco delle spese per interventi estetici, il prestito diventa una risposta alla crisi, che ha visto le famiglie italiane ridurre anche la spesa sanitaria in maniera spesso drastica – conclude Lorenzo Bacca - le ultime stime del Censis hanno rivelato che ci sono 9 milioni di italiani che non hanno potuto accedere a prestazioni sanitarie più o meno essenziali per mancanza di liquidità. Finanziare anche le spese mediche è spesso l’unica soluzione per la gestione di questi bisogni”.

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