La crisi di Napoli in un libro

Carlo Porcaro con "Indiscreto a Palazzo" racconta i retroscena della politica partenopea, da Bassolino e de Magistris per capire il perchè dei malumori di una città pronta a scoppiare

Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris (credits: CARLO HERMANN/AFP/Getty Images)

Carlo Puca

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«Indiscreto a Palazzo. I retroscena della politica campana da Bassolino a de Magistris». Questi il titolo e il catenaccio di un libro che sotto il Vesuvio sta facendo molto parlare. Lo ha scritto Carlo Porcaro, giornalista assai apprezzato, che nell’opera edita da “Spazio Creativo Edizioni” svela i segreti delle stanze dei bottoni regionali, nomi compresi (Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino, Dino Di Palma, Luigi Cesaro e, naturalmente, «Giggino» de Magistris e Stefano Caldoro).

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Nel libro, Porcaro chiarisce e anticipa inchieste giudiziarie, come quella sui presunti falsi rimborsi dei consiglieri regionali, la mancanza dei controlli sui gettoni di presenza e sulle assunzioni clientelari, la ventennale lottizzazione della sanità. Soprattutto, l’autore racconta episodi inediti accaduti negli ultimi anni nel grande laboratorio politico campano, solitamente anticipatorio di quanto avviene a livello nazionale.

Nella seconda parte, invece, «Indiscreto a Palazzo» è più costruttivo, grazie anche alle numerose interviste con dirigenti politici partenopei e campani. Non solo: nel suo saggio, Porcaro aiuta il lettore a decriptare il «parteno-politichese».

Corre lungo tutto il libro, invece, la questione del cosiddetto «partito personale». Il primo fu quello di Bassolino, spiega Porcaro, ma quello di de Magistris «è ancora peggio perché basato su un partito che non ha. Lui ha solo la sua persona, il suo carisma. E usa la città di Napoli come trampolino nazionale». La dimostrazione? «Il suo movimento arancione. Ancora una volta Napoli viene strumentalizzata e i problemi però restano tutti». Il sindaco, esattamente come Bassolino, promuove grandi eventi. L’ultimo è la “Coppa America” di vela, che però, dati alla mano, «non è utile né a creare occupazione, né a muovere l’economia». Anzi, negli ultimi giorni, è riuscito persino a peggiorare il traffico, già caotico, di Napoli. Per lasciare campo libero alla vela, de Magistris ha chiuso le strade di mezza città. Che oggi schiuma per intero di rabbia verso il sindaco. Il quale, come al solito, giustifica tutto con il solito alibi: la camorra. La quale, come è noto, è contro le Ztl.

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