L'ultimo schiaffo a Sodano

Sarà Battista Re, e non lui, a celebrare il momento più solenne prima dell'ingresso dei Cardinali nella Cappella Sistina per l'elezione del nuovo Papa

Il Cardinale John Olorunfemi Onaiyekan saluta Angelo Sodano. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

Ignazio Ingrao

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L’ultimo “scacco” per il cardinale Angelo Sodano è la “missa pro eligendo pontifice”, cioè la celebrazione che precederà l’ingresso dei cardinali nella cappella Sistina per l’inizio del Conclave. È il momento più solenne e quello in cui si potrà influenzare l’orientamento dei cardinali.

Così era stato nell’ultimo conclave, quando fu Joseph Ratzinger a celebrare quella messa e pronunciare un’omelia rimasta storica. Il cardinale Sodano, potentissimo ex segretario di Stato di Giovanni Paolo II, in quanto decano del collegio cardinalizio presiederà le “Congregazioni generali”, cioè le consultazioni che precederanno il conclave vero e proprio.

Ma non celebrerà la missa pro eligendo pontifice. Questa sarà infatti al suo “storico nemico” dell’era Wojtyla: il cardinale Giovanni Battista Re, ex sostituto alla segreteria di Stato ed ex prefetto della Congregazione per i vescovi. Sarà Re a celebrare la messa e sarà sempre lui il “decano” nella cappella Sistina ad avere la “regia” del conclave. Un ruolo molto importante per un porporato molto conosciuto e molto abile nella mediazione diplomatica. Potrebbe essere il cardinale Re ad aiutare gli italiani a trovare un punto di mediazione (incontro) al di là delle divisioni. E tutti attendono cosa dirà nell’omelia.

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