Ischia: la rete di truffe e tangenti della coop rossa

False consulenze e quote societarie: ecco come la Cpl Concordia corrompeva politici e amministratori pubblici

Tangenti: blitz Cc, 9 arresti, anche sindaco Ischia

Roberto Casari, ex-presidente della CPL di Concordia (Mo), in una foto di archivio. ANSA/ELISABETTA BARACCHI

Claudia Daconto

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Sembra non avere fondo il vaso di Pandora scoperchiato dall'inchiesta della Procura di Napoli sugli affari e le tangenti pagate dal colosso delle cooperative rosse Cpl Concordia a politici e amministratori in cambio di nomine favorevoli e appalti. Il primo a parlare è stato il capo delle relazioni istituzionali Francesco Simone. Ma secondo le rivelazioni di un altro “pentito” dell'azienda modenese, al centro della fitta rete di affari e rapporti ci sarebbe stato proprio lui, Simone, l'uomo di cui, a un certo punto, l'ex presidente finito in manette, Roberto Casari, si sarebbe “innamorato”, l'artefice del “protocollo ben consolidato” da seguire per truccare gare, corrompere politici, funzionari, sindaci.

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I rapporti con ministri, politici e amministratori

È infatti con l'arrivo di Simone che, a detta del manager della cooperativa modenese, il perimetro e il livello dei rapporti istituzionali della Cpl aumentano notevolmente. “Rimasi molto sorpreso – racconta - nel vedere che loro della Cpl dialogavano con ministri, politici e amministratori a tutti i livelli. Al telefono Francesco Simone parla, per esempio, con Gianfranco Micciché a proposito di eventuali affari da concludere in Sicilia e per i quali si pensa a come e attraverso chi contattare anche l'ex ministro Maurizio Lupi. Per favorire nuovi investimenti in Campania e Calabria si punta invece a sfruttare i buoni rapporti con la sottosegretaria allo Sviluppo economico Simona Vicari; per Ischia, da dove è partita l'inchiesta sulle tangenti per la metanizzazione dell'isola, si parla al telefono di un prossimo incontro tra Casari, il sindaco Giosi Ferrandino e Massimo D'Alema mentre per i lavori a Procida sarebbero coinvolti l'attuale sindaco Vincenzo Capezzuto (non indagato) e il suo predecessore ed ex parlamentare di An e poi di Fli Luigi Muro (indagato per corruzione per aver ricevuto una quota della società costituita ad hoc dalla Cpl per portare il metano nell'isola). Nel 2014 il capo delle relazioni istituzionali parla con Maurizio Rinaldi, presidente del consiglio d'amministrazione della Cpl, “dell'interessamento di Giulio Tremonti nella trasformazione della Cpl distribuzione” in una società per azioni”. Ma le intercettazioni telefoniche svelano frequentazioni anche tra Simone e l'attuale sindaco di Firenze Dario Nardella e un canale preferenziale con Matteo Renzi e Luca Lotti.

Le relazioni con i vertici di altre aziende

Tra le “innumerevoli relazioni istituzionali di Simone", si legge nelle carte dei pm, è emersa per esempio quella con Vito Riggio. E' infatti il presidente di Enac che, relativamente ad una gara che la Cpl si è aggiudicata presso l'Agenzia spaziale italiana, organizza un incontro con l'ex presidente Enrico Saggese già indagato e arrestato per corruzione e concussione nell'ambito di un'altra inchiesta. Ed è sempre a Riggio che Simone propone “un'opportunità” per il figlio Federico in Tunisia e Algeria in cambio del suo interessamento a favore della Cpl per una gara indetta da Aeroporti di Roma. Anche l'Ama, l'azienda municipalizzata romana che si occupa della raccolta dei rifiuti, finisce nel raggio d'azione dell'attivissimo manager. Francesco Simone viene infatti contattato da un ex dirigente dell'ospedale Idi (che al telefono gli dice di aver chiamato lui perché “potentissimo e supremo”) per raccomandargli un suo amico alla carica di amministratore delegato come se Simone potesse in effetti avere voce in capitolo. Millantando o meno, Simone dice anche di avere “tutta Finmeccanica”. Lo fa in una telefonata del 25 febbraio 2014 quando, parlando del suo ufficio a Tunisi, dice di aver ripreso l'attività come quando stava con Finmeccanica e aveva “40/50 mila euro al mese”.

I fondi neri

La Tunisia è importante anche perché sarebbe qui, secondo gli inquirenti, che la Cpl Concordia aveva creato “fondi neri” per pagare tangenti in Italia. Ed è qui infatti che Simone vorrebbe trasferirsi visto che in Italia, dice, “è diventato reato anche portare a casa due fette di pane”. E' sua la società tunisina (“Tunita”) con la quale la Cpl stipulava fittizi contratti di consulenza per effettuare transazioni di denaro tra i due paesi. Simone fa infatti transitare i compensi sulla sua società per sfruttare un regime fiscale più favorevole e fa rientrare i soldi (“cammelli”) in Italia grazie anche ai favori di un suo amico, il capo scalo della “Tunis Auro”, Bruno Santorelli, manager Cpl per il Nord Africa. Soldi che dovevano finire nelle tasche di amministratori compiacenti.

Gli appalti truccati

Gli appalti finiti sotto la lente degli inquirenti sarebbero addirittura una trentina. Oltre a quelli per la metanizzazione delle isole di Ischia e di Procida, ci sono i lavori Consip/Cns in provincia di Caserta e di Napoli, alla Seconda Università del capoluogo campano, alla Asl di Salerno, agli ospedali di Vallo della Lucania, Nocera Inferiore e Pagani. Ma le commesse vinte dalla Cpl Concordia, grazie ai rapporti di “amicizia” e alle tangenti pagate dall'azienda modenese a politici ed esponenti della pubblica amministrazione, sono sparse in tutta Italia. E nei prossimi giorni anche chi non risulta indagato potrebbe essere chiamato a spiegare la natura della propria frequentazione con i massimi vertici, ormai decapitati, della cooperativa.

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