Ior, finanza vaticana, arresti e nuovi colpi di scena

Monsignor Nunzio Scarano, un agente segreto ed un altro uomo arrestati per corruzione e truffa. E torna la bufera

Un'immagine di Piazza San Pietro (credits: Tiziana Fabi/afp/Getty Images)

Ignazio Ingrao

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L'arresto di monsignor Nunzio Scarano, capo della contabilita' dell'Apsa (Amministrazione del patrimonio della sede apostolico), di un broker e di un agente segreto su iniziativa della procura di Roma riaccende un potente faro della magistratura sulle finanze vaticane.

Scarano non era solo il capo della contabilita' dell'Apsa ma svolgeva un'importante funzione di raccordo tra le istituzioni economiche e finanziarie della Santa Sede. Se le accuse dovessero essere confermate, bisognera' verificare se e in che misura ha utilizzato i conti dello Ior per operazioni illegali.

Ma forse i colpi di scena non sono finiti: intercettazioni raccolte nel corso di indagini della magistatura siciliana, coinvolgono alte figure dello Ior, la banca vaticana, mentre gli altri filoni di indagini della procura di Roma sullo Ior potrebbero essere arrivati a conclusione con eventuali rinvii a giudizio.

In questo clima sembra che il miglior alleato di papa Francesco nell'azione di riforma e pulizia della finanza vaticana (intrapresa proprio due giorni fa con la nomina di una Commissione referente sullo Ior) sia proprio la magistratura italiana che porta in superficie e denuncia corruzione e connivenze nei sacri palazzi. Tuttavia questi arresti rischiano di mettere in difficolta' il negoziato in corso tra Vaticano e Moneyval (l'organismo del Consiglio di Europa che si occupa della trasparenza finanziaria) che dovrebbe arrivare a un punto di svolta entro l'autunno per inserire lor nella white list degli istituti di credito.

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