Cronaca

Roma dice no alle Olimpiadi. Raggi: farle è da "irresponsabili"

Il sindaco non incontra il presidente del Coni Malagò e spiega il suo no ai "giochi del mattone". Lui risponde: "Informazioni sbagliate prese da Wikipedia"

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Il sindaco Virginia Raggi nel corso della conferenza stampa in Campidoglio sul "no"alla candidatura italiana ai Giochi del 2024. Roma, 21 settembre 2016 – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

L'appunamento è alle 15 in Campidoglio. Giovanni Malagò, Presidente del Coni, arriva puntuale. L'incontro è importante: è la resa dei conti con il sindaco di Roma Virginia Raggi sulla candidatura della Capitale alle Olimpiadi di Roma2024.

"Mi aspetto buonsenso e soprattutto che si possa parlare nel merito" aveva detto Malagò entrando in Campidoglio "tanto è vero che avevo chiesto lo streaming per dimostrare la tarsperanza dei nostri ragionamenti e soprattutto le nostre aperture". Ma non solo non è arrivato lo straming. A non arrivare è stato proprio il sindaco e dopo 35 minuti di attesa il Presidente del Coni ne ha avuto abbastanza: "Ce ne andiamo perché 35 minuti di attesa sono troppi" spiega all'Ansa. "Abbiamo stravolto le nostre agende per essere puntuali e per più di mezz'ora abbiamo aspettato... è troppo".

Il no di Raggi e la risposta di Malagò

Il sindaco ha deciso di tenere una conferenza stampa da sola in streaming in Campidoglio ("Ho avuto un contrattempo... mi spiace che il presidente sia andato via mentre io stavo arrivando" ha tentato di giustificarsi con i giornalisti) in cui ha spiegato il suo "no" alle "olimpiadi del mattone". "Dire di sì è da irresponsabili" ha dichiarato subito Raggi. "Noi siamo propositivi, abbiamo un progetto ambizioso, vogliamo restituire servizi alla città. Il 70 per cento romani ha già detto no a queste Olimpiadi durante il ballottaggio delle elezioni amministrative... Il Pd e Giachetti hanno trasformato il ballottaggio in un referendum sulle Olimpiadi e hanno perso. I romani hanno già scelto".

Mostrando alcune slide, Raggi ha poi aggiunto: "Noi stiamo pagando ancora i debiti delle Olimpiadi del 1960. Stiamo ancora pagando i Mondiali '90. Abbiamo finito di pagare il mutuo nel 2015. Anche Boston, Amburgo e Madrid non hanno voluto ipotecare il futuro dei loro cittadini, io faccio la stessa valutazione: queste Olimpiadi non sono sostenibili, portano solo debiti".

Ma su questo punto, subito dopo, Malagò l'attaccherà con durezza: "Sul debito delle Olimpiadi '60 sono state dette falsità, bugie per populismo... Ho sentito parlare di 2 miliardi di debito: quando la cifra uscì, settimane fa - ha aggiunto Malagò - interpellai il commissario al debito del Comune. Conservo agli atti la sua mail: era il debito commerciale complessivo, gli espropri di Roma '60 erano solo una minima parte".

E quanto alle città "ritirate" il presidente del Coni va giù ancor apiù duro: "Do un consiglio a Virginia Raggi: è meglio se non presenta la mozione di cui ha parlato. Si può trovare su wikipedia, e parla di città ritirate che non si sono mai presentate. Amburgo non è mai stata candidata. È imbarazzante, non parlate di cose che non conoscete. Purtroppo Wikipidia non è aggiornata come gli uomini di sport sanno bene".

Il sindaco sostiene di avere un progetto "più ambizioso delle Olimpiadi", ovvero "recuperare le opere incompiute". Per esempio: "L'impianto di Tre Fontane dei Mondiali di Nuoto diventerà un impianto paralimpico, la Vela di Calatrava diventerà una Città della conoscenza, vogliamo riqualificare i servizi e restituire ai romani una città degna delle capitali europei".

E qui l'affondo di Malagò: "Uno dei capisaldi nel dire no della sindaca è proprio quello di non favorire certe lobby del mattone, ma realizzare la città della scienza a Tor Vergata è proprio riconoscere una precisa concessione che c'è in quell'area. So di cosa parlo, ho letto le carte, se realizzi a Tor Vergata un'aula per l'università vale la concessione a un consorzio, tra cui la Vianini. Se realizzi un villaggio per atleti automaticamente si va a gara pubblica con trasparenza".

Malagò: "tutto scritto"

"Siamo entrati alle 14:23" in Campidoglio e "ci hanno fatto accomodare nel salottino della sindaca. Attorno alle 15 ho chiesto" per la seconda volta "notizie della sindaca e mi è stato riferito che stava arrivando, aveva un incontro istituzionale con il ministro Delrio. Alle 15:07 abbiamo detto che magari se ci vuole parlare, dedica più attenzione e rispetto nei confronti del mondo che rappresentiamo..." È questo il racconto che il presidente del Coni Malagò fa dell'appuntamento mancato di oggi.

"Ma vi pare normale che noi oggi siamo stati convocati e non siamo stati ricevuti? È tutto pretestuoso, è tutto già scritto, e tutti sappiamo i motivi. È solo un discorso di principio. La diretta streaming poi ci è stata negata dai paladini della trasparenza".


Per esempio, il debito:

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