Redazione

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Si chiamavano Mamadou Konate e Nouhou Doumbia e avevano rispettivamente 33 e 36 anni e venivano entrambi dal Mali i due migranti morti nel rogo che si è sviluppato la scorsa notte del Gran Ghetto, la baraccopoli sorta tra San Severo e Rignano Garganico.

A identificarli sono stati altri migranti del ghetto, che hanno riferito i loro nomi alla polizia. Una delle due vittime, Konate, è stato trovato disteso su una brandina, carbonizzato. L'altro nei pressi dell'uscita della baracca. Probabilmente si deve essere accorto di quanto stava avvenendo e ha tentato di mettersi in salvo, ma non ci è riuscito

Il Ghetto è abitato da alcune centinaia di migranti impegnati nella raccolta dei prodotti agricoli nelle campagne della zona.

La "lunga mano" della criminalità
Due giorni fa era cominciato lo sgombero da parte delle forze dell'ordine nell'ambito di indagini su presunte infiltrazioni della criminalità. Incerte al momento le cause del rogo, ma non si esclude che possa essere di natura dolosa.

L'incendio, che ha distrutto in breve tempo un centinaio di baracche di legno, si è sviluppato improvvisamente e con violenza, grazie anche al forte vento che ha alimentato le fiamme e ha reso difficile le operazioni di spegnimento.

Il rogo ha anche provocato l'esplosione di numerose bombole di gas che venivano utilizzate nelle baracche per alimentare stufe e cucine. "Al momento - ha detto un ufficiale del vigili del fuoco intervenuto sul posto - non è possibile capire se si tratti di incendio doloso o meno, anche se questa è una delle ipotesi che stiamo valutando perché le fiamme si sono sviluppate in modo violento e improvviso".

Aria di tensione
"Molti lavoratori - riferiscono fonti interne al campo - sospettano che l'incendio sia stato doloso perché la notte scorsa stavano dormendo fuori dalle baracche, che sono sotto sequestro, e quindi non si spiegano come sia potuto accadere che le fiamme si siano propagate dall'interno delle strutture".

Diverse decine di migranti hanno scelto di restare nel ghetto nonostante sia in corso da due giorni uno sgombero. Tra loro si è fatta strada la convinzione che l'incendio sia stato appiccato da qualcuno che avrebbe voluto così intimorirli costringendoli ad andare via.

Al momento, tuttavia, la Procura di Foggia esclude che il rogo abbia avuto natura dolosa. Sulla vicenda è stata avviata un'indagine per incendio colposo e omicidio colposo plurimo a carico di ignoti.

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