Il Vocabolario del Burocratese ai tempi del Coronavirus
(Ansa, Maurizio Brambatti)
Il Vocabolario del Burocratese ai tempi del Coronavirus
Cronaca

Il Vocabolario del Burocratese ai tempi del Coronavirus

Assembramento, autocertificazione, congiunti, prossimità … questa epidemia ha reso familiari nella nostra vita quotidiana termini normalmente riservati soltanto alle polverose carte dei burocrati.Perché i burocrati parlano una lingua tutta loro, che perseguita i cittadini fin dai secoli, come raccontato già da Italo Calvino.Perché proprio lo scrittore de Il Barone Rampante, a inizio 1965 pubblicò un famoso articolo in prima pagina su "Il Giorno", con il notissimo esempio del verbale del brigadiere: "Il brigadiere è davanti alla macchina da scrivere. L'interrogato, seduto davanti a lui, risponde alle domande un po' balbettando, ma attento a dire tutto quel che ha da dire nel modo più preciso e senza una parola di troppo: «Stamattina presto andavo in cantina ad accendere la stufa e ho trovato tutti quei fiaschi di vino dietro la cassa del carbone. Ne ho preso uno per bermelo a cena. Non ne sapevo niente che la bottiglieria di sopra era stata scassinata». Impassibile, il brigadiere batte veloce sui tasti la sua fedele trascrizione: «Il sottoscritto essendosi recato nelle prime ore antimeridiane nei locali dello scantinato per eseguire l'avviamento dell'impianto termico, dichiara d'essere casualmente incorso nel rinvenimento di un quantitativo di prodotti vinicoli, situati in posizione retrostante al recipiente adibito al contenimento del combustibile, e di aver effettuato l'asportazione di uno dei detti articoli nell'intento di consumarlo durante il pasto pomeridiano, non essendo a conoscenza dell'avvenuta effrazione dell'esercizio soprastante»".Già allora Calvino condannava questa "antilingua" perché dove trionfa «l'italiano di chi non sa dire "ho fatto" ma deve dire "ho effettuato", la lingua viene uccisa».Negli anni noi cittadini continuiamo a essere perseguitati da questa "antilingua" che è diventata ancora più asfissiante in questi giorni di epidemia e quarantena.Perciò ho preparato un piccolo vocabolario dei termini burocratici diventati di uso comune e noti a tutti in questi giorni:- Assembramento, è "la compresenza occasionale di più persone nel medesimo luogo". Viene utilizzata nella disciplina della libertà di riunione (art. 17 Cost.), perché l'assembramento è un incontro del casuale (ad es., esempio alla fermata di un autobus), che non necessità di preavvisi o autorizzazioni a differenza della riunione. In diritto non è specificato il numero di persone occorrenti per creare assembramento: quindi, a rigore anche 2 o 3 persone fanno assembramento. Ancor più oggi.- Autocertificazione, o dichiarazione sostitutiva di certificazione, è lo strumento di semplificazione previsto dall'art. 1, lett. g) del DPR n. 445 del 2000. Consente al cittadino di compiere, sotto la sua responsabilità, su un foglio in carta semplice (cioè senza intestazione e senza marca di bollo), una dichiarazione concernente stati, qualità personali e fatti, in sostituzione dei certificati o documenti rilasciati dalle pubbliche amministrazioni o dai pubblici. Cioè si autocertificano cose che la Amministrazione già conosce e su cui potrebbe rilasciare una certificazione. Ad esempio, si autocertifica data e luogo di nascita o il titolo di studio o lo stato di famiglia.- Autodichiarazione, o dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, è lo strumento di semplificazione previsto dall'art. 1, lett. h) del DPR n. 445 del 2000. Consente al cittadino di compiere, sotto la sua responsabilità, una dichiarazione concernente stati, qualità personali e fatti, a conoscenza diretta dell'interessato ma non ricompresi in pubblici registri e perciò non comprovabili tramite il rilascio di un certificato amministrativo. Ecco la differenza autodichiaro cose a me note, ma che l'Amministrazione non conosce, come i motivi per cui mi sposto in questi giorni. Ecco allora che stiamo facendo autodichiarazione e non autocertificazione.- Congiunti. Il codice civile definisce tradizionalmente i "parenti". Il concetto di "congiunti" nasce in diritto penale, ad esempio per individuare i beneficiari di un risarcimento per danni alla persona: così ai sensi dell'art. 307 del codice penale, i prossimi congiunti sono gli "ascendenti, discendenti, coniuge, la parte di un'unione civile tra persone dello stesso sesso, fratelli, sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti". Ma non mancano sentenze che hanno riconosciuto che anche la "fidanzata" è congiunto, ma non i cugini. Di là da ogni possibile chiarimento sugli affetti "stabili" e sugli amici.- Dimora: è il luogo dove la persona si trova per una certa durata. Si differenzia dal domicilio (art. 43, comma 1, codice civile), cioè dal luogo ove la persona ha stabilito la sede principale dei suoi affari e interessi, e dalla "residenza" (art. 43, comma 2, c.c.), cioè da dove la persona ha la sua dimora abituale ed è il punto di riferimento giuridico di tutti gli atti. In questa quarantena, la dimora in cui ci siamo trovati a inizio marzo è diventata il nostro spazio vitale principale.- DPCM, cioè Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. È atto amministrativo adottato in attuazione di una legge che ne individua poteri, limiti e modalità di esercizio. Ma in queste settimane è diventata la principale fonte di limitazione delle nostre libertà, con dubbi di conformità alla Costituzione.- DPI, ovvero dispositivi di protezione individuale. Sono "qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo", come recita l'art. 74 del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (art. 74 del d.gls. n. 81 del 2008). Ora mascherine, disinfettanti e distanze sono diventate nuove forme di DPI, sotto la vigilanza dell'INAIL.- FAQ, sigla inglese per Frequently asked questions, cioè domande poste frequentemente. Nascono nei siti internet come chiarimenti agli utilizzatori, ma in queste settimane sono diventate le principali regole su cosa possiamo fare ogni giorno, secondo le FAQ del governo e della protezione civile.- Prossimità indica deve intendersi una distanza minima e congrua, un rapporto di vicinanza spaziale a un certo luogo. Ma quanto misura la "Prossimità" dalla nostra dimora, visto che è una misura diventata importantissima per le nostre passeggiate? In diritto non esiste una misura ufficiale, perché la prossimità varia nei diversi settori: dai 5 metri per il divieto di eseguire lavori in prossimità di linee elettriche; ai 30/40 metri per il rallentamento delle autovetture in prossimità delle strisce pedonali; dai 150 metri per il ricovero di natanti in prossimità della battigia; ai 3000 m. per divieto di localizzazione di discariche di rifiuti in prossimità di opere di captazione di acque destinate al consumo umano. Ma allora quale è la prossimitàQuanto doveva essere bello vivere ai tempi di Habburabi e di Mosè, quando le regole erano poche, chiare e incise sulla pietra….

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