Che cosa accade se Berlusconi va in carcere

Se sarà condannato, immagina Libero, il Cavaliere ha pronto un piano: guidare le truppe da dietro le sbarre, diventando un po' Mandela e un po' Grillo

berlusconi

Che cosa accadrebbe se la Cassazione confermasse la sentenza che, in secondo grado, ha condannato il Cavaliere a 4 anni di reclusione e cinque di interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale? Che cosa ne sarebbe del Popolo delle Libertà e del progetto berlusconiano di rifondare, in autunno, una nuova Forza Italia 2.0? Chi condurrebbe, in sua vece, la campagna elettorale se i giudici - e la Giunta per le Autorizzazioni a procedere - gli negassero  il diritto a candidarsi a una carica pubblica? Vi immaginate davvero un Berlusconi che si limita a fare il padre nobile del centrodestra o il pensionato ai giardinetto, come perfidamente si augurava D'Alema una ventina d'anni fa?

Chi  cerca di guardare nella sfera di cristallo è Franco Bechis, vicedirettore di Libero, con un articolo dal titolo eloquente (C'è già il piano per comandare dal carcere) che avrà fatto sobbalzare sulla sedia qualche storico antipatizzante di Berlusconi ma che in realtà è un raffinato, e tutt'altro che irrealistico, esercizio di stile, sospeso tra fiction e realtà. Scrive Bechis, che - sulla falsariga di quanto previsto da Marcelo Dell'Utri - già immagina B. come un novello Grillo che infiamma le (sue) folle dal carcere, usando internet e sms, senza candidarsi (come il comico genovese) ad alcuna carica pubblica: «La storia insegna come persino il carcere più duro non sia in grado di far ammainare bandiere le bandiere di libertà. È accaduto sotto regimi spietati, accade ancora oggi. È divenuta leggenda e bandiera la carcerazione di Nelson Mandela che iniziò proprio con una condanna definitiva a pochi (cinque) anni di reclusione. Lo è già oggi la carcerazione di Julija Tymoshenko, leader della rivoluzione arancione in Ucraina, condannata per reati politici e in un processo farsa per evasione fiscale».

Scrive ancora Bechis: «Ridurre Berlusconi al silenzio anche in una situazione simile sembra assai improbabile, visti i numerosi precedenti esistenti. Fra i più freschi quello di Adriano Sofri, cui fu concesso di fare dal carcere l’opinion leader, collaborando a giornali, concedendo interviste, addirittura facendo collegamenti televisivi sui temi più disparati. Proprio immaginando che quel bavaglio sia impossibile, si sta già attrezzando un palco virtuale per il leader detenuto. Dalla sua nuova condizione dovrebbe dare i natali alla nuova Forza Italia preparata già per settembre. La piattaforma Internet verrebbe rafforzata, ridisegnando una versione base del sito ForzaSilvio.it, e attrezzandosi per i nuovi bisogni».

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