Cronaca

Il figlio di Totò Riina a Porta a Porta: "Amo mio padre e non lo giudico"

Bufera in Rai per la puntata di ieri sera in cui Bruno Vespa ha intervistato Riina jr

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Redazione

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Non è bastata la levata di scudi di buona parte del Parlamento, né l'intervento del presidente del Senato e della Commissione Antimafia, tanto meno la protesta dei parenti delle vittime o delle associazioni per la lotta alla criminalità.

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Bruno Vespa ha difeso fino in fondo la scelta di mandare in onda a Porta a Porta l'intervista al figlio di Totò Riina, condannato anche lui per associazione mafiosa, che ha appena pubblicato un libro in cui parla del rapporto con il padre e della sua vita familiare.

"Per combattere la mafia, che tuttora è potente e gode di protezione diffusa, bisogna conoscerla", ha spiegato il giornalista prima di lanciare l'intervista, per lasciare poi la parola a Riina jr: "Sono figlio di Totò e non del capo dei capi".

"Amo mio padre e la mia famiglia, non tocca a me giudicare le azioni della mia famiglia. A casa nostra - dice poi Riina Jr. - abbiamo vissuto sempre nella massima tranquillità. Non ci siamo mai chiesti perché non andavamo a scuola. Mai fatto queste domande, la nostra era una sorta di famiglia diversa".

Si è presentato così Salvo Riina, 38 anni, e una condanna per mafia già scontata alle spalle, nella contestata puntata di Porta a Porta.

"Io ho sempre rispetto per i morti, per tutti i morti", ha detto poi Salvo Riina in riferimento ai magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. "Io non li giudico, qualsiasi cosa io dico sarebbe strumentalizzata", aggiunge ricordando il 23 maggio del 1992 giorno dell’attentato a Falcone: "Ricordo il fatto, avevo 15 anni, eravamo a Palermo e sentivamo tante ambulanze e sirene. Abbiamo cominciato a chiederci il perché e il titolare del bar ci disse che avevano ammazzato Falcone, eravamo tutti ammutoliti. La sera tornai a casa, c’era mio padre e non mi venne mai il sospetto che lui potesse essere dietro quell’attentato".

"Cos'è la mafia?" si è domandato poi. "Non me lo sono mai chiesto, non so cosa sia. Oggi la mafia può essere tutto e nulla. Omicidi e traffico di droga non sono soltanto della mafia". 

La condanna di Fnsi e Usigrai

"Le dure prese di posizione delle più alte autorità istituzionali e di molti esponenti del mondo politico sulla decisione della Rai di mandare in onda la puntata di Porta a Porta con l'intervista al figlio di Totò Riina sono la conferma che quella dell'azienda è una scelta scellerata che mina gravemente la credibilità e l'autorevolezza del servizio pubblico radiotelevisivo".

Lo affermano il segretario generale e il presidente della FNSI, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani.

"Il rischio di trasformare le trasmissioni Rai in un salotto della criminalità esiste", hanno affermato.

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