Beatrice Lorenzin ha cacciato il responsabile della comunicazione del ministero della Salute, Daniela Rodorigo, ma in realtà dovrebbe prendersela con se stessa. L’opuscolo sul “fertility day” che ieri ha scatenato polemiche a non finire e oggi paginate sui giornali non è tanto razzista, come viene detto, quanto stupido.

 Perché dividere le “abitudini” di vita tra positive (da promuovere) e negative (da abbandonare) ha ovviamente un senso, nell’ottica di un ministro che si occupa di salute. Ma questo non ha necessariamente a che vedere con le compagnie che frequenti.

 


Nell’opuscolo incriminato le abitudini positive, invece, erano raffigurate, fotograficamente, da quattro giovani bianchi dalla faccia pulita; mentre i “cattivi compagni” erano un nero, una ragazza che si fa uno spinello, un rasta con narghilé.

 Non è nemmeno razzismo. Peggio: è soltanto banale idiozia. E che dal gabinetto del ministro qualcuno oggi dica che “il colore della pelle non si vedeva, apparivano ombre indistinte”, non fa che peggiorare la situazione.

 

L'IRONIA DEL TERZO SEGRETO DI SATIRA

Si può anche eccepire che non è con opuscoli come questi che un governo ottiene comportaneti virtuosi da parte dei suoi cittadini. Meglio sarebbe fare campagne a scuola, contro il fumo, se è vero che i giovani italiani (dati di ieri) sono i più intensi fumatori d’Europa.

 Quanto al ministro Lorenzin, da poco era già incappata in una topica comunicativa con la brochure in cui incitava gli italiani a fare figli. Avrebbe dovuto a maggior ragione stare attenta stavolta. Perché errare è umano, ma perseverare è una vera cattiva abitudine.

 
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