Cronaca

Guardia Forestale: "Nessun accorpamento con l'Arma"

Mentre si discute sulla riorganizzazione delle forze di Polizia, un sindacalista del Corpo Forestale spiega perché non vogliono confluire nei Carabinieri

“Se dobbiamo essere accorpati, vogliamo andare con la Polizia di Stato”. Marco Moroni, segretario generale Sapaf, Sindacato autonomo polizia ambientale forestale del Corpo Forestale dello Stato, commentanto il provvedimento in discussione alla Camera sulla riorganizzazione e razionalizzazione delle Forze di Polizia, non ha esitato un attimo: “Non vogliamo l'accorpamento con l’Arma dei Carabinieri”.

Gli uomini del Corpo Forestale dello Stato, forza di polizia ad ordinamento civile dall’inizio del secolo scorso, non vogliono diventare militari e chiedono che siano cancellate, sempre in virtù della razionalizzazione, tutti i nuclei ambientali che operano negli altri corpi, indossando altre divise.

Marco Moroni, il Corpo Forestale sarà probabilmente la prima forza di Polizia ad essere accorpata. Perché non credete sia opportuna l’incorporazione all’interno dell’Arma dei Carabinieri?
Innanzitutto siamo una forza di polizia ad ordinamento civile e i carabinieri sono militari. Il nostro accorpamento dovrebbe prevedere anche un iter di “militarizzazione” che non è poi cosi semplice. Noi siamo un corpo specializzato sul settore ambientale che poco a che vedere con i compiti istituzionali dell’Arma, ovvero quelli di garantire la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini.
Che cosa cambia, invece, con l’accorpamento alla Polizia di Stato?
L’accorpamento con la Polizia potrebbe garantirci la nostra autonomia operativa, quella che abbiamo anche adesso. E questo, per noi, è un punto fondamentale.

Si spieghi meglio..
Gli uomini del Corpo forestale, confluendo della polizia di Stato vorrebbero mantenere quell’autonomia che ad oggi ha anche la Polizia Stradale. Le nostre competenze, specifiche tanto quanto quelle della stradale, potrebbero fare di noi la Polizia Ambientale.

Ma voi puntate il dito anche sulle Regioni a Statuto speciale e sulle competenze tecniche che svolgete ad oggi in modo anomalo…
Si, ci sono due aspetti che il Governo non può non prendere in considerazione: la nostra assenza nelle Regioni a Statuto Speciale e tutte quelle mansioni che noi stiamo svolgendo e che invece sono di competenza di altri enti come ad esempio le Regioni. Noi ad oggi ci occupiamo dello spegnimento a terra dei fuochi ma questo è di stretta competenza della Regione in cui si sviluppa. Dopo il nostro incorporamento chi se ne dovrà occupare? Noi chiediamo che questi compiti siano assunti dagli enti preposti, così come gli allevamenti che noi seguiamo che invece spettano al ministero dell’Agricoltura. Ma il vero problema da risolvere sono le Regioni a Statuto Speciale. Noi non siamo presenti ma sostituiti con altre forze di controllo. Il nostro incorporamento creerebbe una Polizia Ambientale al pari di una Polizia stradale che però non sarà presente in cinque Regioni. Come è possibile che in questi territori, che sono parte dello Stato Italiano, non ci siano i poliziotti ambientali?

Quanti uomini siete attualmente e quante stazioni avete sul territorio?
Siamo 8 mila unità e 1000 stazioni dislocate tra Nord, Sud e Centro Italia.

Ma voi chiedete, a seguito dell’accorpamento, anche la cancellazione dei vari nuclei ambientali che operano presso i vari Corpi…
Certo. Noi chiediamo che siano smantellati il Noe dei Carabinieri e tutti gli altri nuclei che si occupano di reati ambientali, ad esempio, presenti anche nella Finanza.

Parliamo di Expo. Il Corpo Forestale dello Stato è impegnato anche a Milano. Quante unità sono previste e dove state svolgendo il vostro servizio?
In sei mesi, la durata dell’Esposizione Universale, è previsto l’impiego di 650 unità. Copriremo vari incarichi da supporto vigilanza e ordine pubblico, ai controlli doganali fino alla presenza nelle centrali operative.

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