Gomorra a Rione Sanità: la morte di Raffaele Capperulo

Freddato da due sicari a Ponticelli, il capo dei Barbutos napoletani era nel mirino del clan rivale dei Giuliano-Sibillo

 

Si chiamava Raffaele Cepparulo, aveva 24 anni ed era il capo del gruppo di fuoco che mirava a prendere il controllo del traffico di droga e del racket nel Rione Sanità, ai piedi della collina di Capodimonte,  uno dei quartieri a più alta densità camorristica del centronord di Napoli dove opera anche l'associazione di padre Alex Zanotelli.  

Barba folta, islamica, tatuaggi su tutto il corpo come simbolico marchio del clan che aveva fondato, Cepparulo è stato freddato insieme a Ciro Colonna in via Cleopatra, nel quartiere di Ponticelli, sull’uscio di un locale a piano terra dove lo attendevano i due o tre sicari del potente clan rivale, i Vastarella, con cui la sua banda era in guerra da mesi. Colpito a distanza ravvicinata, anche al volto come ultimo e simbolico sfregio, è morto sul colpo, a differenza del suo amico, incensurato, spirato qualche ora dopo all'ospedale di Villa Betania dove era giunto con mezzi privati. Colonna - secondo gli investigatori - potrebbe essere stato ucciso perché si trovava insieme all'uomo sbagliato, nel luogo e nel momento sbagliato.


Originario del Rione Sanità, Cepparulo aveva una pagina facebook dove campeggiava una scritta in lingua araba che significava Sono l'ultimo dei prescelti e dove ineggiava - sempre a petto nudo e occhialoni vagamente hipster - al clan Genidoni-Esposito-Spina, una delle alleanze di camorra più violente dei vicoli i cui membri erano finiti spesso in carcere o uccisi nella faida di camorra a bassa intensità esplosa dopo l'uccisione sempre nel Rione Sanità di Ciro 'O spagnolo, il fratellastro del barbuto Genidoni, finito  dietro le sbarre anche lui con l'accusa di aver organizzato due mesi fa la strage delle Fontanelle dove era stato freddato il capo clan rivale Giuseppe Vastarella e suo cognato Salvatore Vigna.  Un complesso intreccio di affari e legami familiari, a difesa della roba, di cui a fare le spese ora è stato Cepparulo, ritenuto - per il suo carisma - il capo di una delle più violente batterie di camorra dei Genidoni-Esposito-Spina. 

 Cepparulo era già stato arrestato nell’aprile dell’anno scorso, perché aveva progettato l'uccisione di Pasquale Sibillo, esponente della fazione camorristica rivale. Un arresto, finito con il rilascio, dopo la scadenza dei termini per la prosecuzione delle indagini.


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