Giustizia ad personam, il Cavaliere ha una sola arma per difendersi

La Corte di cassazione ha stabilito che deciderà sul processo Mediaset il 30 luglio, ad appena 62 giorni dalla condanna in appello. D’altronde i 34 procedimenti subiti dall’ex premier sono già da Guinness...

Silvio Berlusconi a Porta a Porta (Credits: Valerio De Rose/Imagoeconomica)

di Keyser Söze*

E' diventata una legge della fisica, c’è una parte della magistratura che ha un solo obiettivo in testa: eliminare Silvio Berlusconi. La decisione della Cassazione è quasi sorprendente. Anche una persona pacata come il professor Franco Coppi si è detto esterrefatto. Meno sorpreso Berlusconi, votato quasi a un pessimismo cosmico di fronte alla giustizia italiana: «Questi vogliono mettermi di fronte all’opzione se scappare o andare in galera. Ma io non demordo, non fuggo».

Già, la verità è che qui non c’è più in ballo il rapporto tra un cittadino e la giustizia o, ancora, uno scontro politico. Qui siamo di fronte a una vera e propria guerra. A un potere dello Stato che sfruttando le debolezze della politica si è fatto regime e vuole eliminare definitivamente un avversario. Non ci sono né mediazioni, né compromessi, né regole. Né tantomeno si può confidare nelle promesse o nelle rassicurazioni di qualcuno, a cominciare da quelle del presidente della Repubblica.

Non è il tempo delle mezze dichiarazioni di solidarietà. Qui o si ha il coraggio di dire le cose come stanno o tutto è inutile. E gli attuali vertici dello Stato, dispiace dirlo, non hanno mai brillato per il loro coraggio. Anzi, sono in ritardo rispetto all'opinione comune: nell'ultimo mese il Pdl ha sempre perso qualcosa nei sondaggi, solo la settimana del processo Ruby è salito superando il Pd per l’indignazione nei confronti di una sentenza stupefacente. 

Appunto, il Cavaliere ha una sola arma per difendersi, il consenso, ma non ha ancora deciso se usarla o meno. È stato suggestionato da consiglieri che hanno inserito nella sua mente tante paure (governo Pd-ex grillini, la contrarietà di Giorgio Napolitano alle elezioni). O altre questioni riguardanti il futuro delle aziende. Argomenti importanti, che però non tengono conto del fatto che la posta in gioco è molto più alta. «C’è il rischio» osserva Raffaele Fitto «che si instauri un regime approfittando del vuoto lasciato da un centrodestra eliminato da una parte della magistratura».

E questo potrebbe avvenire senza che Berlusconi sia messo nelle condizioni di poter reagire. «Al mattino il Corriere suggerisce uno scenario favorevole al Cavaliere» ironizza Luigi Compagna «il pomeriggio la Cassazione prepara il colpo di grazia». «Gli stanno facendo percorrere» osserva un ex ministro pdl «il percorso del toro verso il mattatoio. Sono
in tanti a rassicurarlo mentre lo spingono verso la fine».

*Chi è Keyser Söze. È un importante rappresentante delle istituzioni che racconta su «Panorama» la politica vista da dentro. Lo pseudonimo è stato preso in prestito da un personaggio cult del film «I soliti sospetti».

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