Francescapaola Iannaccone

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Sono 21 le persone indagate tra medici, dirigenti ed impiegati che all’Asl di Avellino provavano a truffare lo Stato.
Un anno di indagini, avviate dalla Squadra Mobile e coordinate dalla procura, partite dopo dei controlli effettuati negli uffici dell’Asl che hanno evidenziato come molti dipendenti erano assenti dal posto di lavoro.
Sono state delle telecamere nascoste ad incastrare gli impiegati infedeli. Timbravano il cartellino e poi si assentavano dalle stanze degli uffici per portare a termine commissioni personali.
Un tacito accordo tra medici, impiegati e vigilanti, proprio uno di loro, accortosi della presenza di una telecamera, prova con un cacciavite a smontarla e disattivarla.
Quattro le persone finite agli arresti domiciliari, provvedimenti cautelari di sospensione dal servizio per tutti gli altri dipendenti dell’Asl indagati.

"Avvierò tutte le procedure per il licenziamento. Sono fatti talmente gravi che richiedono un intervento deciso" sottolinea Mario Ferrante, commissario straordinario dell’Asl. "Consegnerò tutti gli atti alla Corte dei Conti per verificare il danno erariale" continua Ferrante "per far capire a chi oggi ha un posto nella pubblica amministrazione che deve salvaguardarlo e comportarsi con lealtà e correttezza".
Mentre è il procuratore capo Rosario Cantelmo che sottolinea la difficoltà delle operazioni investigative, specificando come “sia stato difficile operare in un ambito della società medio borghese. È più facile indagare uno spacciatore che persone appartenenti ai piani alti della società”.
 



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