Rita Fenini

-

Avvolto nel tricolore e portato a spalla da sei carabinieri in alta uniforme, il feretro con la salma del vice brigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega entra nella chiesa di Santa Croce, a Somma Vesuviana, a mezzogiorno.

Ad accoglierlo, un lungo applauso e lo strazio infinito dei parenti: della moglie Rosa Maria (sposata nella stessa chiesa poco più di un mese fa e già vedova), dei genitori, dei parenti, degli amici, dei colleghi. Di un paese intero e dell'Italia tutta.

Presenti alle esequie, fra tanta gente comune, il Premier Giuseppe Conte, i vicepremier Salvini e Di Maio, il presidente della Camera Fico, il Ministro della difesa Elisabetta Trenta, il sindaco Raggi, il comandante generale dei carabinieri Giovanni Nistri

"Quanto è accaduto è ingiusto. Siamo spinti a levare un grido che si unisce alla tante e diverse voci che in questi giorni hanno formato un unico coro, testimoniando la straordinarietà dell'uomo e del carabiniere Mario, ma anche chiedendo giustizia e che eventi come questo non accadano più. Basta! Basta piangere servitori dello Stato, figli di una nazione che sembra aver smarrito quei valori per i quali essi arrivano a immolare la vita", le parole, dure e toccanti, pronunciate all'inizio dell'omelia dall'arcivescovo Santo Marcianò, ordinario militare per l'Italia.

Fuori, assiepata sul sagrato, ad attendere la bara del vice brigadiere una folla immensa. E un lancio di palloncini bianchi

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Peggio morti che bendati

L'indignazione per l'immagine del ragazzo bendato in caserma non può e non deve superare quella per la morte di Cerciello Rega

Carabiniere ucciso a Roma. E' ora di smetterla con l'impunità

L'omicidio di Mario Cerciello Rega insegna che dobbiamo difendere chi difende lo Stato e colpire chi delinque

Commenti

Cookie Policy Privacy Policy
© 2018 panorama s.r.l (gruppo La Verità Srl) - Via Montenapoleone, 9 20121 Milano (MI) - riproduzione riservata - P.IVA 10518230965