Nessun boato ma solo un lento scivolamento nella voragine che in pochi minuti si è aperta su un fronte lungo quasi 200 metri, largo sette e profondo oltre tre metri e mezzo. Così sono 'sparite' una ventina di auto posteggiate sul lungarno Torrigiani, non lontano dal Ponte Vecchio, sulla sponda opposta dell'Arno su cui si affaccia la Galleria degli Uffizi. Alle 6.14 senza che prima qualcuno abbia avvertito niente, l'oltrarno fiorentino ha cambiato volto. Quella che da sempre è una delle 'cartoline' piu' amate dai turisti, ha fatto il giro del mondo, scatenando anche in Italia virulente polemiche politiche che hanno preso di mira non solo l'amministrazione comunale, ma anche lo stesso capo del governo ed ex swindaco di Firenze.

Sono subito arrivati i vigili del fuoco, la polizia municipale e mezzi del 118. Solo il caso, la fortuna o, "chiamatelo come volete", dice uno dei primi soccorritori, ha fatto non ci siano stati danni a persone. Solo danni materiali, quantificati dal sindaco Dario Nardella in oltre 5 milioni di euro. In realtà lo scandalo è che un allarme nella zona era scattato qualche ora prima quando, intorno a mezzanotte e mezzo, polizia municipale e vigili del fuoco erano stati chiamati perché il manto stradale si stava trasformando in un torrente. I tecnici di Publiacqua, la società che gestisce l'acquedotto, hanno lavorato su una tubazione a monte, a circa 200 metri rispetto a dove, sei ore più tardi, si sarebbe aperta la voragine. Errore umano? Una difficile valutazione? "Voglio i responsabili. Se è stato un errore umano chi ha sbagliato dovrà pagare" ha detto Nardella quasi che sulla nomina dei dirigenti di Publiacqua il comune non c'entrio nulla. 

A qualcuno la scena ricorda l'alluvione del 1966, di cui quest'anno Firenze celebrerà il cinquantesimo. A prescindere dai danni materiali sono le polemiche scatenate da quelle foto scattate dai fiorentini che rischiano di costare molto politicamente all'amministrazione comunale. Sembra che la voragine sia stata causata da un grosso tubo dell'acquedotto, 70 centimetri il diametro, ma la conferma, forse, si avrà solo nei prossimi giorni, dopo le necessarie verifiche tecniche. Sono arrivate telecamere, fotografi e giornalisti, tutti a riprendere le idrovore in funzione per gettare nel fiume l'acqua finito nella voragine.  Una pessima pubblicità per Firenze e per l'Italia, mentre arrivavano anche le troupe straniere. È arrivato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti che, con Nardella, ha fatto un sopralluogo assicurando  l'impegno del governo.

La procura ha confermato che un fascicolo, per ora senza indagati, è stato aperto. Ma è la politica a scatenarsi: da Roma come a Firenze, si chiede conto di quanto successo a Nardella ma anche al suo predecessore, e attuale premier, Matteo Renzi. È lui l'obiettivo delle opposizioni. Perché nella voragine, oltre alle auto, rischia di finire anche il già sindaco di Firenze.

© Riproduzione Riservata

Commenti