Cronaca

Festa del Primo Maggio: le parole di Mattarella e gli scontri - FOTO

Il duro allarme del Capo dello Stato per una possibile crisi istituzionale legata alla mancanza di lavoro, le proteste a Torino, il Concertone a Roma

1 maggio-2017-torino

Redazione

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Il Presidente Mattarella in Campidoglio e migliaia di persone in piazza, come sempre, per celebrare il Primo Maggio, festa dei lavoratori. E, come sempre, non sono mancate le polemiche.

Mattarella: rischio crisi istituzionale
Nella tradizionale cerimonia al Quirinale - presenti i ministri Boschi e Poletti - Sergio Mattarella ha spiegato con chiarezza che, nonostante alcuni dati economici positivi, in Italia resta la piaga della mancanza di lavoro: "non si può accettare che i lavoratori attivi restino a percentuale bassa e che la disoccupazione giovanile raggiunga picchi così alti. Tutti dobbiamo sentire il compito di fare di più".

Il rischio è grave, ha ammonito il capo dello Stato: "laddove la struttura produttiva e sociale non è più in grado di assicurare quelle condizioni che sorreggono i nostri diritti di cittadinanza, allora la crisi rischia di contagiare le stesse istituzioni rappresentative".

 

Gli scontri a Torino
A Torino ci sono stati incidenti tra antagonisti e polizia che hanno macchiato il corteo pacifico del primo maggio al quale erano presenti anche il sindaco Chiara Appemdino e il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

Le parole di Salvini contro i sindacati
Inevitabili le polemiche con il leader della Lega Nord Matteo Salvini all'attacco sia dei sindacati che degli antagonisti: "Stracciate le tessere di quei sindacati che non valgono il vostro sacrificio e il vostro denaro". Ben più duro invece con "i teppisti dei centri a-sociali" contro i quali ha chiesto di usare "la mano pesante". Immediata la replica di Sinistra Italiana con Nicola Fratoianni: "a stracciare le tessere del sindacato negli anni '20 ci pensavano le squadracce fasciste. Ad evocare quel gesto oggi a loro posto c'è Salvini . Metodi diversi, ma obiettivo comune".

Le richieste dei sindacati
Dall'estremo sud della Penisola, dalla Sicilia, i sindacati hanno chiesto a gran voce diverse politiche per il lavoro facendo proprie le preoccupazioni di Mattarella. Ma soprattutto hanno difeso con forza il ruolo stesso del sindacato, minacciato sempre più da venti di liberalizzazione e folate populiste.

Dopo aver portato una corona di alloro al Sasso di Barbato che commemora la strage che 70 anni fa uccise 11 persone ferendone decine, i segretari nazionali di Cgil Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo hanno spiegato che "l'emergenza prioritaria del paese è la disoccupazione giovanile, la creazione di lavoro, la politica degli investimenti" e che "se c'è una cosa che la crisi ha insegnato al Paese è che o tutto il Paese riparte, a partire dal Sud, o non supereremo mai totalmente la crisi".

Il concertone a Roma
Come ogni anno si è poi tenuto il tradizionale Concertone del Primo Maggio a Roma. Tra una brano e l'altro, padroni di casa Camila Raznovich e Clementino, si è parlato di lavoro, con le storie di chi ha voluto dare un segno di speranza: l'avvocato di Milano arrivato dal Senegal con un padre che vendeva accendini, il vigile del fuoco intervenuto ad Amatrice dopo il terremoto, il disabile che ha trovato lavoro dopo 21 anni e altri ancora.

Gli attacchi alla politica
I riferimenti alla politica fanno la loro comparsa a sprazzi: a pensarci e' la band bolognese de Lo Stato Sociale, che attacca prima il ministro Poletti, reo di aver invitato i ragazzi a cercare lavoro giocando a calcetto, e poi il leader della Lega Nord Matteo Salvini per le affermazioni omofobe contro le unioni civili.

Sul palco con i vestiti strappati, "svestiti al 40%, come la percentuale di under 35 senza lavoro e come la mancanza di tutele".

Il pomeriggio si era aperto nel segno del "non dimenticare": da Portella della Ginestra, dove 70 anni fa 11 persone vennero uccise perchè manifestavano per i propri diritti alle mondine, che tra le prime lottarono per un salario più equo e dignitoso; dai lavoratori delle fabbriche, che ottennero le 40 ore lavorative e il sabato di riposo ai giovani che lottano perchè il precariato non sia una condizione immutabile.

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