Lo storico traguardo della legge sul biotestamento in Italia, la tragedia dell'hotel Rigopiano, il dramma dei Rohingya. E poi il Russiagate che infiamma ancora l'amministrazione Trump, la crisi in Catalogna e la polveriera delle molestie sessuali aperta dallo scandalo Weinstein. Sono alcuni dei fatti di cronaca ed eventi che hanno segnato il 2017. I più importanti li ripercorriamo qui. 

LA TRAGEDIA DEL RIGOPIANO

Nel pomeriggio del 18 gennaio 2017 a Farindola, in Abruzzo, avviene l'impensabile. Una slavina si abbatte sull'hotel Rigopiano Gran Sasso Resort, nell'Appennino centrale. 29 le vittime, 11 i superstiti, di cui 9 estratti ancora in vita dall'ammasso di neve e macerie, dopo ore di ricerche. Tante le polemiche: le strade innevate e non ancora ripulite non hanno permesso agli ospiti, spaventati dalle scosse di terremoto della mattina, di andarsene dall'hotel.
Il Centro Italia ha pagato un nuovo dazio alla natura, dopo che Abruzzo, Marche, Umbria e Lazio sono stati sconvolti dal sisma del 2016 (soprattutto) e del 2017. Il 2017 ha sottolineato amaramente le inefficienze italiane e l'iperburocratizzazione, tra ritardi, pasticci e dimissioni che hanno reso un miraggio la ricostruzione.

RUSSIAGATE

Il 20 gennaio 2017 Donald Trump si insedia alla Casa Bianca. Ma le ombre sulla sua elezione aleggiano. Esplode il Russiagate, ovvero il sospetto sempre più tangibile che la Russia abbia influenzato l'esito elettorale, favorendo il tycoon e boicottando Hillary Clinton. Sotto accusa relazioni pericolose tra l'amministrazione Usa e Putin e il suo staff, con conseguente lavoro di manipolazione dei social network e delle notizie da parte degli hacker russi
La miccia che fa partire l'indagine dell'Fbi è Michael Flynn, l'ex Consigliere per la Sicurezza nazionale nominato da Trump e subito dimissionario, che ha intavolato "strani" rapporti col Cremlino. 
A livello internazionale si scatena il timore fake news, notizie false confezionate su misura per condizionare esiti politici (anche l'Italia a rischio per le prossime elezioni). 

FLUSSI MIGRATORI SOTTO CONTROLLO

I primi mesi del 2017 sono iniziati con dati allarmanti sul flusso di migranti dal Mediterraneo verso le nostre coste. A febbraio si sono registrati 8971 sbarchi contro i 3828 del 2016, a marzo 10853 (9676 nel 2016), ad aprile 12943 (9149 nel 2016). L'Italia ha chiamato più volte l'Europa (un po' sorda) al sostegno. L'atmosfera di emergenza ha aperto a sospetti sull'operato delle Ong che soccorrono i migranti in mare, accusate di essere "taxi del Mediterraneo" e di avere contatti diretti con i trafficanti di uomini in Libia. Da qui il codice di condotta varato dal ministro dell'Interno Minniti.
Grazie a un accordo col governo libico, siglato a febbraio e rafforzato a luglio e a dicembre, i flussi migratori provienienti dalla costa libica sono molto diminuiti da metà dell'anno (al 14 dicembre 2017 si contano 118.010 sbarchi, contro i 178.814 dello stesso periodo nel 2016, un -34%). Non mancano però polemiche sull'accordo, soprattutto di carattere umanitario: sotto accusa i centri di detenzione libici dove i migranti sarebbero trattati come schiavi. 

MACRON SALVA EUROPA

Con gli attentati dell'Isis che soffiano sulla xenofobia, con il populismo che si fa strada in Europa, con la Brexit che fa traballare l'Unione Europea, il 2017 è stato l'anno delle presidenziali in Francia. Presidenziali di peso, con l'incombente "minaccia" di Marine Le Pen, leader di estrema destra, antieuropeista. E invece il ragazzo d'oro Emmanuel Macron ha salvato la Francia e l'Europa (almeno per ora) dall'abisso populista. Mentre la Germania è meno solida, con Angela Merkel che alle ultime elezioni tedesche ha perso terreno, Macron ora si veste da Mitterand per riportare Parigi al centro dello scacchiere internazionale. Anche l'Olanda si è salvata dal populismo, mentre l'Austria ha pagato dazio.

COREA DEL NORD

Con Trump alla presidenza, si è accesa la tensione tra Stati Uniti e Corea del NordPyongyang nel 2017 ha intensificato il suo programma di riarmo, con un susseguirsi di minacciosi test missilistici e nucleari (proprio nell'anno della firma del Trattato per la proibizione delle armi nucleari). In risposta, l'Onu ha intensificato le sanzioni economiche contro il regime di Kim Jong-un. 

CRISI CATALANA

Anticipato da un durissimo braccio di ferro tra il governo centrale spagnolo di Mariano Rajoy e il presidente della Generalitat de Catalunya Carles Puigdemont, il 1º ottobre 2017 si è tenuto un referendum per l'indipendenza della Catalogna, dichiarato illegale dalla Corte Costituzionale spagnola. Ha vinto il sì. Il Parlamento catalano ha proclamato unilateralmente l'indipendenza, a cui è seguito da parte di Madrid il commissariamento della Comunità Autonoma e lo scioglimento del Parlamento catalano. Scacco matto, con tanto di fuga di Puigdemont all'estero. Alle elezioni indette per il 21 dicembre 2017 le nuove risposte. 

LA FINE DELL'ISIS?

Il 2017 è stato macchiato da attentati terroristici sanguinosi per mano dell'Isis, in Europa come nelle zone dimenticate dalla nostra sensibilità occidentale: 22 maggio attentato a Manchester al concerto di Ariana Grande (22 vittime); 22 marzo e 3 giugno attacchi a Londra (13 vittime); 17 agosto terrore a Barcellona e a Cambrils (16 vittime); 24 novembre in Egitto strage in una moschea nel Nord del Sinai (235 vittime).
Eppure il sedicente Stato Islamico sta perdendo terreno e molti ne dichiarano la morte. In Siria, dove la guerra civile sembra agli sgoccioli (la Russia ha già annunciato il suo ritiro dal fronte), il Califfato ha perso la sua roccaforte di Raqqa, nelle Filippine è stato cacciato da Marawi, anche l'Iraq ha liberato Mosul e Tal Afar. Il futuro ci dirà se l'Isis è davvero sconfitto

LA PERSECUZIONE DEI ROHINGYA

Privati della cittadinanza, rifiutati da tutti, i Rohingya rappresentano l'ombra più scura della Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi. Musulmani sgraditi al Myanmar (ex Birmania) buddista, dove per lo più risiedono, dal 25 agosto 2017, in seguito a una recrudescenza della tensione tra ribelli islamisti e soldati birmani, sono vittima di una vera e propria pulizia etnica denunciata dalla comunità internazionale. Anche Papa Francesco ha dedicato loro preghiere e, nello storico viaggio in Myanmar e Bangladesh, ha implorato il riconoscimento dei loro diritti

MOLESTIE SESSUALI

Tutto è iniziato il 5 ottobre 2017, quando un articolo del New York Times ha raccontato tre decenni di molestie sessuali ad almeno otto donne perpetuate da Harvey Weinstein, potente produttore cinematografico. Da lì si è aperto un vaso di Pandora senza fine. La lista di attrici che accusa il paperone di Hollywood è sempre più lunga (tra queste Asia Argento e Salma Hayek). E le denunce hanno iniziato a travolgere tanti altri, non solo in America (anche in Italia!), registi, attori, politici. Sotto accusa, tra gli altri, Dustin Hoffman, Kevin Spacey, il nostro Fausto BrizziJohn Lasseter.
#MeToo, il movimento finalizzato a sensibilizzare su molestie sessuali e violenze, è stato nominato la persona dell'anno 2017 dal Time.

L'ITALIA FUORI DAI MONDIALI

Era da 59 anni che non capitava. La nazionale italiana di calcio maschile è fuori dai Mondiali, che si disputeranno nel 2018 in Russia. La squadra allenata da Gian Piero Ventura ha perso lo spareggio per la qualificazione contro la Svezia. ll 10 novembre 2017 la grande delusione. 
Per contro, il 2017 segna uno storico traguardo per una piccola nazionale europea di calcio: l'Islanda si qualifica al suo primo Mondiale

BIOTESTAMENTO

Le lacrime di commozione nell'aula del Senato di Emma Bonino, Mina Welby e dei rappresentanti dell'associazione Luca Coscioni sono la fotografia del grande traguardo di libertà (fino alla fine) raggiunto in Italia il 14 dicembre 2017: la legge sul biotestamento ha avuto la sua approvazione definitiva.
Hanno sicuramente contribuito al successo, nel corso dell'anno, le commoventi storie di DJ Fabo e Loris Bertocco e le battaglie del radicale Marco Cappato


Per ripercorrere il 2017:

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