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"Volevo annunciarvi che siamo due milioni". Così Massimo Gandolfini, organizzatore del Family Day, ha preso la parola dal palco al Circo Massimo a Roma dove si è svolta oggi la giornata della manifestazione contro il ddl Cirinnà per le unioni civili e l'introduzione della stepchild adoption per le coppie omosessuali.

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Numerosissime le famiglie con bambini presenti, passeggini e carrozzine al seguito. Sul palco in fondo al Circo Massimo uno striscione blu con la scritta "Family Day. In difesa della famiglia e dei bambini". Altri cartelli si rivolgono direttamente anche al premier Renzi: "Renzi, ci ricorderemo" suona minaccioso uno di questi. "I figli non sono un diritto" recita un altro. "Dio creò la dignità... l'IO uomo la distrusse" un altro ancora.

Intanto Anonymous è riuscito ad hackerare il sito ufficiale del Family Day scatenando la rete (in fondo al post i tweet).


"Il ddl Cirinnà sia totalmente restituito: non bastano operazioni di maquillage" ha continuato Gandolfini. "Non è possibile che ci sia una classe politica ideologica. Le femministe dovrebbero vomitare all'idea che si possa comprare l'utero".

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Molti i politici presenti. "Noi diciamo no al testo Cirinnà, sì alla regolamentazione delle unioni civili ma no alla equiparazione con il matrimonio e alle adozioni" ha dichiarato il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, in piazza tra la gente. "Il 90% di Forza Italia sta con noi. Berlusconi è d'accordo con il comunicato dei capigruppo di Camera e Senato. Qui in piazza ci sono Matteoli, Brunetta, Gasparri, Tajani, Toti, a dimostrazione che il partito è qui", ha concluso.

"Ho appena scoperto di aspettare un bambino", e per questo "sempre più convinta che il ddl è una legge contro i bambini" ha annunciato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d'Italia. "Questa manifestazione non è assolutamente fatta contro qualcuno se non contro il ddl Cirinnà. Il vero obiettivo di quella legge - spiega la Meloni - sono le adozioni per le coppie omosessuali".

E ancora: "Sono qui, a titolo personale e da laico, perchè ritengo che il ddl Cirinnà sia sbagliato e incostituzionale, e perchè ritengo che questa piazza, le famiglie italiane in generale meritino ascolto e sostegno" ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti. "Io penso che dobbiamo sostenere con forza la famiglia naturale, formata da un uomo e una donna, così come costituzionalmente riconosciuta. È giusto allo stesso tempo prevedere un riconoscimento alle unioni civili, una norma che ne regoli i diritti e i doveri. Ma la Cirinnà non è la strada giusta, non si puo' equiparare una relazione omoaffettiva al matrimonio, non si puo' correre il rischio di aprire all'utero in affitto. Questa piazza merita ascolto. Renzi, come credo, èuna persona intelligente, e terrà conto del messaggio di oggi. Se non lo farà, andra' a sbattere", ha sottolineato Brunetta.

"Se il family day è costruito contro la regolamentazione delle unioni civili è un grande errore, se invece è una grande festa della famiglia tradizionale questo è bello ed è legittimo". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a margine dell'inaugurazione dell'anno giudiziario a Bari. "Le unioni civili sono un dato di fatto, esistono. Bisogna quindi regolamentarle. Questa non è una minaccia alla famiglia tradizionale, semmai la rafforza, - ha detto a Emiliano - perchè consente alle famiglie di gestire situazioni particolari che coinvolgono minori, donne, diritti di parità e che consentono un minimo di sicurezza sociale anche a quelle unioni diverse dal matrimonio che hanno diritto ad essere regolamentate. Mi meraviglia che qualcuno insista a volerne negare l'importanza".

"La famiglia tradizionale è una bellissima istituzione - ha concluso - ma se questa dà vita a famiglie diverse, dove ci sono due papà o due mamme, comunque collegate da un circolo d'amore che ha un significato autentico, nessuno puo' negare l'importanza di regolamentare anche con il diritto queste situazioni".

Giallo sul messaggio al Family day del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, di cui è stata letta una breve lettera dal palco della manifestazione in cui il rabbino afferma che "la vostra manifestazione è importante" perché, aggiunge l'esponente ebraico, "non si stravolga" il concetto di famiglia in una società già carente di certezze. Il rabbino capo di Roma ha poi aggiunto che "i bambini non sono animali da esperimento". In realtà il suo ufficio ha poi smentito: "Il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, non ha partecipato né aderito alla manifestazione denominata Family Day di oggi, né ha inviato alcun messaggio. Qualcuno non autorizzato potrebbe aver citato una risposta alla precedente manifestazione che comunque non era un'adesione ma un invito al dialogo".

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