Sei giorni dopo l'inaugurazione di Expo 2015, sono ancora numerosi i minicantieri dove continuano i lavori in corso. Alcuni padiglioni, come quello dell'Ue, di Cuba, della Turchia, non hanno ancora aperto le porte al pubblico, a causa dei ritardi, mentre altri, come il Belgio o il Nepal, sono aperti ma si continua a lavorare per finire le strutture. Il padiglione dell'Unione Europea aprirà il 9 maggio, e per l'occasione interverrà il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, con l'Alto rappresentate per gli Affari esteri, Federica Mogherini. La struttura si affaccia sulla parte nord del Cardo di fronte a Palazzo Italia. E il cantiere continua ad essere aperto: "Siamo stati penalizzati dai ritardi dei lavori sul Cardo - ha detto il commissario generale del padiglione, Giancarlo Caratti -. L'energia elettrica ci è arrivata solo tre giorni prima dell'inaugurazione". Il padiglione sviluppa il tema di Expo "in otto stanze tecnologiche e interattive con effetti speciali che si inseriscono nella narrazione, non potevamo aprirlo a metà. Ci dispiace molto perché in questi giorni perdiamo centinaia di gruppi di studenti che affollano il sito".

 

Nella piazza che ospita l'Albero della vita anche lo spazio di Copagri, Confederazione dei produttori agricoli, è chiuso: "abbiamo incontrato problemi - hanno spiegato i responsabili -. Abbiamo firmato il contratto un anno e mezzo fa, ma ci hanno dato il permesso per iniziare i lavori solo il 10 marzo scorso. Pensiamo di farcela per questo fine settimana". Al parco della Biodiversità, lo spazio del tour operator Alessandro Rosso continua ad essere in fase di costruzione, mentre sono stati ultimati solo in mattinata i lavori al padiglione della Caritas. Problemi anche per i nove Cluster. Dovrebbero essere la verà novità di Expo dal punto di vista dell'organizzazione dei Paesi, ma tardano a decollare. Oggi è stato inaugurato quello del riso, ma gli altri sono ancora chiusi, oppure aperti ma vuoti. "Nel giro di 10 giorni li inaugureremo tutti" ha assicurato il commissario Giuseppe Sala. "I ritardi in parte sono dovuti al fatto che Paesi molto lontani e non ricchi hanno ritardato nel fare arrivare alcuni materiali. Ora li stiamo aiutando a fare più in fretta".

Non mancano poi i piccoli guasti: una placchetta che cade, un ascensore che resta bloccato. "Se ci sono guasti siamo pronti ad intervenire - ha detto Sala -. Detto questo, mi limito a farvi notare che dentro al sito ci sono circa 2 mila ascensori. Può succedere che uno si guasti. E comunque interveniamo subito, anche con la buona volontà di militari e volontari. Si tratta solo di mettere a punto ogni cosa. Credo che, vista anche la grande affluenza registrata finora, meglio di così non si poteva partire".(ANSA)

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