Cronaca

Evasione e riciclaggio: la partita dell'oro tra Italia e Svizzera

In quattro anni sono stati trasferiti illegalmente nel paese elvetico quasi 200 milioni di euro in lingotti

Nadia Francalacci

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4 mila 900 chili d’oro per un valore di circa 190 milioni di euro. In poco più di quattro anni, 13 persone, sono riuscite a trasportare illegalmente dall’Italia alla Svizzera un vero e proprio tesoretto. L’organizzazione, sgominata dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Como, attraverso “scali tecnici” e “cartolari” riusciva a riciclare, ogni una volta, centinaia di chilogrammi di oro per il valore di milioni di euro. Il meccanismo, estremamente complesso da intercettare per l’elevato numero di Paesi e società fantasma coinvolte, è venuto alla luce dopo due anni di indagini, pedinamenti e intercettazioni.

“Dall’Italia, a bordo di auto con doppio fondo, l’oro di provenienza illecita raggiungeva la Svizzera. Ma una volta in territorio elvetico, l’organizzazione criminale aveva la necessità di legalizzarlo – spiega a Panorama.it, il tenente colonnello Sergio De Francesco, comandante Gruppo Ponte Chiasso della Guardia di Finanza – e per farlo utilizzava l’escamotage dello “scalo tecnico”.

“In sostanza l’oro veniva trasferito, sempre illegalmente ma questa volta a bordo di aerei, in un aeroporto della Croazia o della Slovenia dove effettivamente il velivolo effettuava un scalo - continua De Francesco - Solo a questo punto, con un acquisto fittizio del metallo prezioso effettuato da società cartiere residenti in Spagna, Gran Bretagna e Emirati Arabi, l’aereo poteva nuovamente decollare e con il suo atterraggio in Svizzera, “legalizzare” l’intero carico”.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’oro raccolto illecitamente su tutto il territorio nazionale e in parte anche all’estero, proveniva dall’evasione fiscale di numerose imprese italiane.
Le indagini, svolte anche in rogatoria internazionale con Svizzera, Spagna e Regno Unito, hanno permesso di sequestrare 129 kg di oro in lingotti e 1.374 kg di argento in grani e barre per un valore commerciale di 5 milioni e 675.000 euro, ma anche 9 autovetture munite di doppiofondo e 160.000 euro in contanti.

Questa è solamente l’ultima indagine sul trasferimento illegale all’estero di metalli e pietre preziose. Ogni mesi nelle varie dogane d’Italia la Finanza intercetta decine e decine di chilogrammi d’oro e di argento nascosti in doppifondi di auto, nelle valige o all'interno di indumenti intimi. Negli ultimi 28 mesi sono state sequestrate dai finanzieri, ai varchi di frontiera, oltre 314 monete d’oro e 58 monete d’argento per un valore che supera diversi milioni di euro.

I dati relativi alle monete d’oro rinvenute e sequestrate nei soli primi quattro mesi di quest’anno è davvero impressionante rispetto a quelle intercettate nell’intero 2014: 107 monete d’oro e 31 d’argento rispetto alle 108 dei dodici mesi precedenti. Da gennaio a maggio sono stati sequestrati anche 2,5 chilogrammi di oro non lavorato e denunciate 4 persone all’autorità giudiziaria.

Il dato è davvero interessante se lo si mette in relazione con i dodici mesi del 2014. Ad oggi infatti sembra essere aumentato vertiginosamente il traffico illegale d’oro sotto forma di monete mentre pare essere calato quello in lingotti o comunque oro non lavorato.

Se nei primi mesi di quest’anno la media è di poco più di mezzo chilo ogni trenta giorni, lo scorso anno è stato di 1 chilo di oro non lavorato al mese. Niente, però, in confronto al 2013 quando i finanzieri hanno sequestrato 147,221 kg di oro non lavorato e 1.373,26 kg di argento con una media di oltre 12 chilogrammi al mese di oro trasferito illegalmente nei paradisi fiscali o in Paesi con regimi economici molto più favorevoli rispetto al nostro. In testa alla black list del riciclaggio dell’oro rimane comunque la Svizzera che detiene il monopolio mondiale del commercio con quasi l’80% dei traffici e movimentazione di tutto il metallo prezioso.

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