La Diocesi di Milano raddoppia gli esorcisti

Sono passati da 6 a 12 ed è record di chiamate per il numero di telefono di assistenza alle persone

Il Cardinale di Milano, Angelo Scola (Credits: Gian Mattia D'Alberto)

Ignazio Ingrao

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Stop all’esodo degli indemoniati nelle altre città della Lombardia e del Veneto. E un maggior controllo dei casi che vengono seguiti in diocesi, utilizzando anche la consulenza di medici e psicologi. Questo il senso dell’iniziativa del cardinale Angelo Scola, che ha raddoppiato il numero degli esorcisti della diocesi di Milano (da sei a dodici) e ha istituito anche un numero di telefono (028556457, ogni venerdì dalle 14 alle 17.30). E’ già un boom di chiamate, riferiscono in diocesi, di persone che chiedono aiuto, di tutte le età, molte donne, ma anche giovani e diversi genitori che telefonano per i figli che accusano disturbi inspiegabili.

“Il ministero fondamentale degli esorcisti è quello dell’ascolto e della consolazione. E’ importante quindi discernere bene le situazioni”, spiega monsignor Angelo Mascheroni, vescovo ausiliare e responsabile del collegio degli esorcisti della diocesi.

Milano così va in controtendenza rispetto alla maggioranza delle diocesi italiane che non prestano molta attenzione all’incredibile crescita di coloro che lamentano possessioni diaboliche o infestazioni demoniache nella propria casa. Nonostante la pratica religiosa sia in netta diminuzione, aumenta costantemente il numero di coloro che temono di essere finiti preda del demonio. Con una crescita anche dei “viaggi della speranza” alla ricerca di esorcisti disponibili nelle poche diocesi dove sono presenti. Inoltre molto spesso un solo esorcismo non è sufficiente:

“Solo una benedizione o una parola di conforto è troppo poco”, osserva Mascheroni. Occorrono molti incontri e sedute, anche di una certa durata: “I colloqui per un esorcista dovrebbero essere due o quattro al giorno, non di più”, afferma il vescovo ausiliare. Invece gli esorcisti sono sempre travolti da un super lavoro, assediati dalle richieste di aiuto. Per questo Scola ha voluto dotare la più grandi diocesi d’Europa di una pattuglia di esorcisti preparata e motivata: hanno seguito dei corsi e hanno fissato degli orari di ricevimento. L’indicazione fornita dalla diocesi, comunque è di seguire le linee guida della Cei: vale a dire affiancare l’accompagnamento spirituale con un aiuto medico psichiatrico. I veri casi di possessione diabolica, infatti, sono pochissimi, sottolineano in diocesi; la maggior parte dei disturbi sono di natura psicologica.

La crescita di quanti si rivolgono agli esorcisti è anche legata alla diffusione del ricorso a maghi e guaritori e a sedute spiritiche che lasciano poi disturbi soprattutto nelle persone più fragili. D’ora in poi però per Satana sarà meglio tenersi lontano da Milano.

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