Ersilio Tonini, perché ha anticipato Papa Francesco

Ritratto dell'uomo che ha dato corpo e pensieri alla Chiesa degli ultimi e dei lontani 

Vatican Style

Esilio Tonini (ANSA)

Ignazio Ingrao

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È morto all’età di 99 anni il cardinale Ersilio Tonini, arcivescovo emerito di Ravenna-Cervia. Grande amico di Enzo Biagi, da sempre era impegnato nel mondo dei media. Con il suo stile e il suo messaggio, la sobrietà di vita e l’attenzione al dialogo con il mondo, si può dire che Tonini abbia sempre testimonia quella visione di Chiesa che oggi esprime papa Francesco. Una Chiesa molto attenta alle periferie e ai “lontani”, sempre pronta a “uscire” e a mettersi in gioco senza timore. Per questo Tonini era diventato per anni un punto di riferimento per credenti e non.

Nato il 20 luglio 1914 a Centovera di Sangiorgio Piacentino, figlio di contadini, a undici anni era entrato nel Seminario di Piacenza, dove aveva completato gli studi superiori. Ordinato sacerdote il 18 aprile 1937 dal Vescovo Ersilio Menzani, fino al 1939 è stato vice-rettore del Seminario piacentino, poi si è trasferito a Roma per studiare Diritto Civile e Canonico alla Università Lateranense. Rientrato nel 1943 a Piacenza, ha iniziato a insegnare nelle scuole. Risale al 1947 il suo primo incontro con i mass media, quando ha assunto la direzione del settimanale diocesano «Il nuovo giornale», in un momento segnato da forti contrasti sociali.

Il 14 maggio 1953 viene nominato Parroco a Salsomaggiore, dove fa costruire il grande «Oratorio Don Bosco», e contemporaneamente assiste spiritualmente le universitarie del Collegio di Castelnuovo Fogliano dell'Università Cattolica. È di nuovo a Piacenza nel settembre 1968 per la nomina a Rettore del Seminario, ma vi resta per un breve periodo, perché Paolo VI, il 28 aprile 1969, decide di nominarlo vescovo. Viene ordinato il 2 giugno 1969: ventisei giorni dopo prende possesso delle Diocesi di Macerata e Tolentino. Vi resta fino alla fine del 1975, quando, il 22 novembre, viene chiamato a reggere l’arcidiocesi di Ravenna e la diocesi di Cervia (poi unite il 30 settembre 1986). È il 17 dicembre 1975 quando l'arcivescovo Tonini sale sulla Cattedra di Sant'Apollinare per dare inizio, su esplicita indicazione di Paolo VI, all'opera di riunificazione della Chiesa di Ravenna, resa necessaria dai forti contrasti seguiti al Concilio Vaticano II. Con un gesto che colpì profondamente l’opinione pubblica, lasciò il suo appartamento nello splendido palazzo arcivescovile a un nucleo di tossicodipendenti. Si ritirò nell'Istituto Santa Teresa, vero cuore della Romagna, fondato da Don Angelo Lolli, dove è vissuto a fianco di malati gravi.

Conoscendo la sua passione per il giornalismo, Paolo VI lo ha voluto nel 1978 Presidente del Consiglio di Amministrazione della NEI, la società editrice di «Avvenire» chiamata a rivitalizzare il quotidiano cattolico. Nel 1984 ha inaugurato il Centro Ravennate di Solidarietà, luogo di accoglienza per tossicodipendenti, che fa parte della Federazione delle Comunità Terapeutiche del Ce.I.S. di don Picchi. Nel 1985, ha rivitalizzato e sviluppato il settimanale diocesano «Risveglio 2000», affidato a una cooperativa di laici, e «Ravegnana Radio».

Nel 1987 si è schierato contro l’abolizione della «domenica festiva» nel settore tessile, affermando che simili iniziative distruggono la dignità stessa del lavoro. Ha fondato a Cervia-Milano Marittima il Centro di accoglienza alla Vita; nel 1988, ha animato la campagna nazionale per la raccolta di fondi per l'acquisto di mucche per gli indios Yanomani della diocesi brasiliana di Roraima. L'iniziativa - «Uma vaca para o Indio» - aveva lo scopo di impedire l'esproprio delle terre degli indigeni. Nel 1990 ha rinunciato al ministero episcopale per raggiunti limiti di età. Ma ha proseguito la sua attività pastorale insegnando filosofia e teologia alle religiose e ai giovani, predicando gli esercizi spirituali, scrivendo articoli su «Avvenire» e su altri giornali. E’ divenuto una figura molto popolare anche in tv. Nel febbraio '91 è stato chiamato da Giovanni Paolo II a predicare gli Esercizi Spirituali per la Curia Romana, sul tema: «La Chiesa della speranza per questo nostro tempo». Nello stesso anno, ha partecipato alla trasmissione televisiva di Enzo Biagi, «I dieci Comandamenti». Si è recato persino in Brasile, a Roraima, per partecipare al  congresso dei capi tribù Indios. Nel 1994, all’età di 80 anni, è stato fatto cardinale da Giovanni Paolo II

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