Cronaca

Ercolano, chiarita la dinamica: il gioielliere non voleva uccidere

È il primo responso delle indagini condotte dai Carabinieri nell'attesa dei risultati ufficiali dell'autopsia. Intanto tutti i familiari di Giuseppe Castaldo sono costretti a fuggire da Napoli per le minacce dei parenti dei rapinatori

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Carmelo Abbate

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Il gioielliere di Ercolano non è un invasato che ha sparato per vendicare l'offesa della rapina appena subita.

È questa la verità che emerge dalle analisi condotte dai carabinieri e dai riscontri scientifici e tecnologici, mentre si attendono i risultati ufficiali dell'autopsia.

Giuseppe Castaldo ha avuto una reazione istintiva dettata dalla paura.

Un rapinatore gli ha puntato la pistola alla tempia. Non un giocattolo, ma una vera arma caricata a salve. Ha premuto il grilletto, il colpo è rimasto inceppato.

Il gioielliere questo non poteva saperlo. Ha sentito il colpo, si è impaurito, ha impugnato la sua pistola e ha sparato otto colpi, quattro per ognuno dei due rapinatori, che sono rimasti sul terreno.

Nessuna "caccia all'uomo"
Il tutto si è consumato in uno spazio ristretto. I due corpi senza vita di Bruno Petrone e Luigi Tedeschi erano a poca distanza l'uno dall'altro, e allo stesso modo molto vicini alla posizione dalla quale il gioielliere ha fatto fuoco.

Questo significa che non c'è stata caccia all'uomo e che il commerciante non ha rincorso i banditi per finirli.

Si aspettano ora i risultati ufficiali dell'autopsia, dai quali si potrà conoscere l'esatta collocazione dei proiettili, per sapere se i due rapinatori sono stati colpiti di fronte o alle spalle.

Ma anche in questo secondo caso, dato la distanza ravvicinata, è presumibile che per il gioielliere cambi poco.

La sua posizione di indagato per omicidio colposo in eccesso di legittima difesa dovrebbe alleggerirsi presto.

Giuseppe Castaldo non è un fanatico e neppure un assassino, ha sparato perché ha sentito la sua vita in pericolo. Stessa sensazione che provano oggi i suoi familiari sotto le minacce dei parenti dei rapinatori che annunciano vendetta in diretta televisiva.

Motivo per il quale, in queste ore, i figli e parenti di Giuseppe Castaldo stanno lasciando Napoli per rifugiarsi in una località protetta.

 

 

 

 

 

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