Elezione Papa Francesco, il racconto di chi c'era

Tutti i gesti del neo pontefice, dalla Cappella Sistina al balcone di Piazza San Pietro - La fotostoria - Domande e riposte sul nuovo Pontefice - Le reazioni dei vip argentini

Papa Francesco alla sua prima omelia da Pontefice nella cappella Sistina a Roma - 14 marzo 2013 (Credits: ANSA/OSSERVATORE ROMANO)

di Intra Omnes

Il nuovo Papa (o forse sarebbe più felice di essere chiamato il nuovo «vescovo di Roma») Francesco, con la sua semplicità non ha spiazzato solo i fedeli, ma anche gli uomini a lui vicini. Chi gli è stato a fianco in queste ore ne parla con entusiasmo: «Questo è un Pontefice che cambierà il mondo» assicura, abbassando la voce, quasi per pudore, un alto prelato incontrato da Panorama.it.

Jorge Mario Bergoglio ha stupito tutti con quella decisione di non indossare la mozzetta (la mantellina rossa con bordo di ermellino), il rocchetto (un elegante sopravveste bianca), la croce d’oro e ogni altro segno di sfarzo. «Non ha voluto calzare  neppure le scarpe papali (i famosi mocassini rossi firmati Prada, nda), tenendo ai piedi le sue, nere e normalissime». Per i testimoni del Conclave dopo la sua elezione «i cardinali erano in visibilio, la felicità sgorgava dai volti di tutti».

La scelta del nome ha impressionato i presenti: «Ce lo si poteva aspettare dal cappuccino Patrick O’Malley, ma da lui non ce lo attendevamo. Ora è chiaro che la consegna di questo pontificato saranno l’umiltà, la povertà, l’amore per la Chiesa». Un altro segnale del cambiamento che i porporati hanno colto subito è stata la decisione di Francesco di affacciarsi dalla Loggia esterna di San Pietro in compagnia del cardinal vicario Agostino Vallini e del cardinale montenegrino Claudio Hummes, suo vicino di posto in Conclave.

Lassù solitamente salgono solo i cardinali capi ordine. «In questo modo ha voluto sottolineare il suo impegno per la diocesi di Roma, con la presenza di Vallini ha rimarcato che lui per prima cosa è vescovo della Città eterna». In quest’ottica «diocesana» e non come una deminutio va inteso il saluto di Francesco al «vescovo emerito» Joseph Ratzinger. Quel Benedetto XVI che otto anni fa sulla Loggia con sé non portò altri cardinali, mentre il giovane (aveva 58 anni) Karol Wojtyla nel 1978 si fece affiancare e incoraggiare dall’esperto connazionale Stefan Wiszynski.

L'alto prelato svela anche il motivo della lunga attesa prima dell’apertura della finestra del balcone papale: «Nella Cappella Sistina il Pontefice ha salutato e parlato con tutti i 114 cardinali presenti. Ha avuto una dedica per ognuno di loro».
Ieri sera Francesco nonostante l’abituale pacatezza, era gioviale e felice.

Ed è stato gradevole, giura l’alto prelato, tutto il clima del Conclave. Rallegrato, nei momenti non ufficiali, dall’esuberanza del cardinale di New York Timothy Michael Dolan. Che durante una pausa tra le votazioni ha esclamato: «Ora mi berrei due bei bicchieri di birra con del buon cibo, magari migliore di quello che ci danno qui». Non deve averlo soddisfatto neppure la cena in onore del nuovo Papa, terminata verso le undici di sera. Nel menù salumi e pasticcio di verdure, riso con vegetali, roast-beef con patate al forno, frutta e semifreddo.

Poi tutti a dormire. E qui Papa Francesco ha di nuovo stupito i presenti. Non si è ritirato nella suite allestita appositamente per il nuovo Pontefice, ma è tornato a dormire nella camera che aveva occupato durante il Conclave. L’alto prelato si commuove: «Sarà un uomo rivoluzionario. Come dimostra quel gesto incredibile, la testa piegata per chiedere la benedizione a Dio, la richiesta ai fedeli di pregare per lui. Ecco, questo rapporto vescovo-popolo sarà il leit-motiv del prossimo papato».

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