Cronaca

Elena Ceste uccisa da un "narcisista maligno"

Lo psicologo Silvio Ciappi traccia il profilo di Michele Buoninconti, il marito accusato del delitto della donna di Costigliole

Elena Ceste: marito indagato per omicidio volontario

Nadia Francalacci

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Hanno suonato alle 10 di ieri mattina, 29 gennaio, e lo hanno prelevato dalla sua casa di Costigliole d'Asti, mentre i suoi quattro bambini erano a scuola.
I carabinieri lo hanno trovato proprio fra le quattro mura dove, poco più di un anno fa, Michele Buoninconti avrebbe ucciso la moglie Elena Ceste
Le accuse, per il marito, sono omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Un delitto, si legge nelle carte dell'indagine, provocato dall'odio di un uomo verso una moglie "inadeguata" e "infedele" che bisognava "raddrizzare". 

 


Secondo i magistrati Buoninconti, con un piano studiato, preparato ed eseguito al solo scopo di salvare il proprio onore, orgoglio e dignità, quella drammatica mattina di un anno fa, prima accompagnò i figli a scuola, poi dopo essere rientrato a casa raggiunse la moglie in camera e la uccise.

Elena si stava vestendo. Ed è proprio in quel momento, mentre Elena stava curando la propria igiene personale che Michele, l’avrebbe soffocata sul letto matrimoniale.
Quindi, senza vestirla, l’avrebbe caricata in auto e, approfittando della nebbia, abbandonata nel torrente Merse, a poche centinaia di metri di distanza da casa.

Su Michele, la procura di Asti, ha fatto eseguire uno studio psicologico "a distanza" da uno specialista proprio durante le indagini. Dalla perizia è emerso il ritratto di un uomo con i segni di un "disturbo di personalità di tipo ossessivo" e dallo "smisurato egocentrismo". "Un soggetto - scrive il gip - al quale nulla deve sfuggire, interessato a gestire e organizzare la vita del suo nucleo familiare secondo regole non sindacabili".

Il giudice, però, definisce addirittura "inquietanti" le intercettazioni in cui lo si sente "recitare le preghiere in maniera ossessiva" mentre viaggia in auto. Elena, nei mesi precedenti alla sua morte, aveva intrecciato delle amicizie, scambiava sms, chattava. Per questo Michele era stato profondamente deluso, ma la scoperta del tradimento, secondo il gip, ebbe un effetto dirompente.

Panorama.it, ha intervistato uno psicologo forense e criminologo chiedendo di tracciare il profilo del presunto assassino.

Dottor Silvio Ciappi, “recuperare”, “raddrizzare”, “fare diventare donna”. Sono le parole utilizzate dal marito durante un’intercettazione ambientale mentre parlava della propria moglie. Che profilo psicologico possono tracciare di questo uomo?

È sicuramente un tipo di personalità autoritaria, rigida e ostinata nelle sue convinzioni. Si tratta però di una personalità di confine tra la nevrosi e la psicosi. All’inizio della relazione non c’è delirio, né elaborazione psicotica. Si assiste però alla manipolazione, al tentativo di sottomissione dei figli e al tentativo, in buona parte riuscito, di dominare la moglie. Fa parte di quel tipo di personalità che Kernberg definiva come “narcisisti maligni”, ossia caratterizzate da gelosia ossessiva, senso del possesso esclusivo, e sorretto da una estrema convinzione anche morale della bontà delle proprie azioni. Anche l’omicidio e il tentativo di occultamento delle prove risponde all’idea megalomane di manipolare anche gli stessi inquirenti. Siamo comunque psicologicamente in una zona di confine dove il soggetto oscilla tra la componente nevrotica e quella psicotica, e il trigger è rappresentato, in questo caso, dalla scoperta del tradimento che ha ‘scompensato’ sul versante psicotico il soggetto. Il soggetto si è sentito depotenziato nel suo narcisismo e si è sentito giustificato a cancellare l’affronto subito.

L’uomo è stato intercettato mentre pregava in modo ossessivo. La religione quanto può aver influito nella decisione di uccidere la propria moglie?
No non si tratta di religione. Ha rappresentato la falsa giustificazione morale con la quale ha giustificato l’atto. Il tradimento andava contro la rigidità delle sue convinzioni, strumentalizzando il messaggio religioso. In fondo va a castigare una peccatrice. In questo senso l’appiglio a valori assoluti ed autoevidenti come le verità e i dogmi di qualsiasi natura non solo religiosa, possono in individui del genere, essere strumenti di giustificazione dei loro atti. “Se una cosa è vera allora io, così pensano, la devo difendere a tutti i costi. Ma soprattutto difendermi dalle sue contaminazioni”. L’onore tradito è un miasma, un’onta che va ripulita col sangue. Pensiamo ai deliri religiosi dei combattenti dell’Isis o del fanatismo in genere.

Che differenze ci sono tra un omicidio “nevrotico” e uno commesso da un soggetto psicologicamente deviato o con forti problematiche?
In questo caso ho già detto siamo su una linea di confine. Il soggetto è un narcisista maligno, con un abnorme senso di sé. Più prevale la psicosi meno c’è elaborazione del senso di colpa e in questo caso tale omicidio sembra riflettere una componente psicotica che però lascia intatta la capacità di giudizio e di realtà.

I quattro figli sono tutti minorenni. Questa vicenda avrà procurato loro forti traumi. Come e che cosa andrà fatto per far recuperare loro un equilibrio, una serenità?
Innanzitutto tutto quello che è successo ha spezzato l’attaccamento e la relazione, nonché provocato smarrimento e probabilmente una sequela di traumi affettivi. Il collocamento presso i nonni materni è certamente adeguato, se non altro per non spezzare i legami familiari e rendere più accettabile il duplice lutto al quale sono esposti. In questo senso dovranno anche essere pensate, fin da subito, forme di psicoterapia e di accompagnamento educativo. Mi vengono in mente le figure non solo di medici e psicologi ma anche di educatori sociali e professionali che possono accompagnare e sostenere nel quotidiano questi ragazzi. È importante la verbalizzazione dell’esperienza traumatica affinché questa non si trasformi in un lutto cronico con ripercussioni sulla psiche di questi ragazzi. Esistono strutture, ad esempio l’Istituto Universitario di Scienze psico-pedagogiche e sociali ‘Progetto Uomo’ diretto da Nicolò Pisanu, che posso risultare un valido per il recupero di questi ragazzi.

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