Sentenza Mediaset: che cosa scrivono oggi i quotidiani

Da  Sorgi a Verderami a Travaglio: ecco gli editoriali dedicati al processo. Tutti i processi a carico di Berlusconi

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Carmelo Caruso

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Non chiederanno il rinvio della sentenza, ma la sentenza potrebbe arrivare domani. Sulla data del giudizio che rischia di escludere dalla vita politica Silvio Berlusconi, quasi tutti i giornali concordano. Così come la strategia difensiva che avrebbe in mente il legale Franco Coppi ovvero non chiedere nessun rinvio. Il resto è solo attesa e lo spauracchio sulla stabilità del governo. Proprio sulla solidità dell’alleanza tra Pd e Pdl si sofferma il Corriere della Sera in un articolo a firma di Francesco Verderami. Nessuna ripercussione anche in caso di condanna assicura Verderami, ripetendo quella che nei giorni scorsi sembra essere la linea politica di Berlusconi. Addirittura la sentenza sarebbe una sorta di prova di fedeltà e di responsabilità all’interno del Pdl sempre più provato dalla vicenda giudiziaria del leader e in stato confusionale nel caso di una condanna: «Dietro la granitica compattezza attorno al Cavaliere, il Pdl è profondamente diviso», scrive Verderami.

E che Berlusconi non voglia far dipendere il futuro del governo dall’esito della sua sentenza è il parere del quotidiano Repubblica che racconta le ore di passione del presidente circondato dagli affetti più cari. Come dire, una posizione che tuttavia – sempre per Repubblica – non possono accettare i falchi del Pdl che sarebbero pronti a una sorta di presidio al Quirinale sulla falsariga della manifestazione tenuta davanti al tribunale di Milano nei mesi scorsi.

Ma che il risultato della sentenza di Cassazione condizioni inevitabilmente il paese – come testimoniano anche gli stessi ministri ed esponenti del Pd, Graziano Del Rio tra questi – lo sottolineano sia Marcello Sorgi de La Stampa che Stefano Folli del Sole 24 Ore. Come fa notare Sorgi, Il Pd ha dovuto posticipare la direzione di partito a dopo la sentenza e a turbare il partito sarebbe una possibile condanna: «L’idea di trovarsi stretti nella votazione che, in caso di condanna, dovrebbe sancire la decadenza di Berlusconi da senatore, turba i sonni delle diverse anime interne impegnate a cercare l’impossibile quadra sulle regole del congresso». Un martire rischierebbe di diventare secondo Folli, un Berlusconi condannato: «Diventerebbe un martire per i suoi, ma sarebbe un alleato inaccettabile per buona parte della sinistra».

Parlano di una condanna che sarebbe inaccettabile sia il Giornale che Libero, che attraverso i suoi direttori ribadiscono la ferma intenzione di Berlusconi di andare avanti nonostante tutto, anzi per Maurizio Belpietro la condanna farebbe «esplodere il centrodestra per numero di consensi. Lui dietro alle sbarre arriverebbe al 51 per cento». Vincente comunque lo sarebbe pure per Giuliano Ferrara, direttore del Foglio: «Può perfino rispettarli alla lettera (i verdetti) aspettando dal paese che abita, l’antidoto all’infelicità dell’esclusione. Berlusconi ha già vinto, alla grande». Farebbe a meno di una sentenza invece Marco Travaglio sul Fatto secondo il quale non serve attendere il verdetto per una condanna “morale”. «E’ il trionfo di Tartuffe: tutti aspettano che i giudici della Cassazione dicano ciò che tutti sanno benissimo». E’ il tribunale di carta, rivoli di sentenze e corsivi. Un processo che alla fine impagina i giornali italiani.

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