Ecomafie: i numeri del fenomeno secondo Legambiente

Con un giro d'affari di 14 miliardi di euro, i reati ambientali nel 2017 sono aumentati in maniera esponenziale

rifiuti

Immondizia – Credits: Massimo Centemero

Francescapaola Iannaccone

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I dati del rapporto Ecomafia 2018, presentati da Legambiente, parlano chiaro. Il business degli illeciti che riguardano l’ambiente cresce a vista d’occhio e capillarmente, senza sosta, si insinua nel settore dei rifiuti, dell’edilizia e non ultimo in quello agroalimentare, con un fatturato che sfiora i 14,1 miliardi di euro, con una crescita del 9,4%.

L'Italia ne è colpita da Nord a Sud anche se la ramificazione maggiore è nel Mezzogiorno d’Italia. Solo nel 2017 si sono registrati 84 illeciti al giorno, una media di 3,5 reati ogni ora. E lo Stato? Con l'itroduzione nel codice penale degli ecoreati, grazie alla legge 68/2015, qualcosa è stato fatto. Ma non basta.

I NUMERI

Secondo il rapporto nel 2017 il totale degli illeciti ambientali è passato a 30.692 rispetto ai 25.889 del 2016 con un aumento del 18,6%. I clan censiti da Legambiente continuano la loro opera di malaffare soprattutto nel Sud Italia. La  Campania con i suoi 4.382 illeciti denunciati, la Sicilia (3.178), la Puglia (3.119) e la Calabria (2.809), sono le regioni che più di tutte, sono sotto la morsa della criminalità. A seguire il Lazio con 2.684 reati. Al nord le regioni più colpite sono Toscana, Liguria e Lombardia, dove corruzione e racket del cemento giocano la loro parte.

L'edilizia

In testa ai reati ambientali, secondo Legambiente, l’abusivismo edilizio registra importanti cifre. 17mila le nuove costruzioni abusive. La regione che detiene il primato del mattone selvaggio è la Campania. Sono 1.357 i reati accertati con un aumento del 39% rispetto all’anno scorso.

Solo in Irpinia si sono registrate 248 infrazioni rispetto alle 236 di Napoli. A seguire la Calabria e la Puglia. Un'Italia, quella che vive sul ciclo del cemento illegale, che dà manforte ad altri tipi di distorsioni come gli appalti truccati o le speculazioni. Proprio per questo, Legambiente porta avanti la sua battaglia “Abbatti l’abuso” per liberare il Paese dalle case costruite non a norma.

I rifiuti

Rappresenta uno dei business illegali che più fa arricchire le associazioni mafiose. Lo smaltimento illecito è un danno ambientale senza precedenti. Lo sversamento dei rifiuti senza l’applicazione delle norme di sicurezza, rappresenta un serio rischio non solo per tutto il territorio nazionale ma anche per la salute dei singoli cittadini. Sostanze tossiche e materie radioattive che semplicemente vengono nascoste, contaminando l’aria, l’acqua ed i terreni coltivati.

Le regioni coinvolte maggiormente sono Campania, Sicilia, Puglia e Calabria. È il settore con la più alta percentuale di reati compiuti: solo nel 2017 sono state sequestrate 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti con 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e 76 inchieste avviate.

Biodiversità

Ha i suoi illeciti maggiori in Sicilia con i suoi 1.1779 reati, in Puglia (946), Lazio (727), Liguria (569), Calabria (496) e Campania (430). Sei mila le denunce partite nell'anno, pari a 17 al giorno. Il bracconaggio e la pesca di frodo sono le infrazioni maggiori. Lupi, aquile, tonni rossi e pesci spada sono costantemente nel mirino di chi, senza scrupoli, compie questi reati.

L'Agroalimentare

I reati agroalimentari solo quest’anno sono saliti a quota 37mila. Il settore più colpito è quello ittico, a seguire quello dei vini, degli alcolici, della ristorazione e della macellazione della carne, della sanità e della cosmesi, dove sono state denunciate 22mila persone con 196 arresti e 2733 sequestri per un valore complessivo che supera il miliardo di euro, rispetto a quello dell’anno precedente che era di 703 milioni di euro.

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